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6 aprile 18.03 Ripascimento litorale Gioiosa Marea, interrogazione dell’on. Corona

L’On. Roberto Corona ha presentato un interrogazione urgente con risposta scritta per chiedere al Governo regionale il completamento dell’opera di ripascimento e protezione del litorale della frazione di San Giorgio di Gioiosa Marea (Me). “Ho deciso di intervenire presso il Governo – ha dichiarato l’on. Roberto Corona – per salvaguardare innanzitutto l’incolumità dei cittadini e delle loro abitazioni”.
“Tutta l’area del Golfo di Patti – prosegue l’on. Corona – deve essere tutelata non solo per la sicurezza, ma anche per difendere le numerose imprese turistiche che operano sul territorio e svolgono un importante ruolo sotto il profilo economico e sociale. Il comune di Gioiosa Marea infatti è a forte vocazione turistica, settore da cui provengono gran parte delle risorse economiche degli abitanti ed uno dei fiori all’occhiello della città, è la spiaggia di San Giorgio, famosa in tutto il mondo, che richiama notevoli flussi turistici e da anni subisce il fenomeno dell’erosione”. “Il danno è talmente elevato – continua

l’on. Roberto Corona – che il litorale compreso tra Capo Calavà e Capo Milazzo ha avuto assegnato il livello di alta pericolosità (P4) e di rischio molto elevato (R4) nel Piano Stralcio di Bacino per l’assetto idrogeologico”.
“Il fenomeno dell’erosione interessa questo tratto di costa fin dal 1985 – ricorda l’on. Corona – come si evince dai documenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, e si è arrivati al
punto che non sono più fruibili una importante arteria stradale, il campo sportivo, un lido balneare per disabili e, cosa ancora più grave, una prima schiera di case, che è ormai esposta direttamente ai
marosi con grave pericolo per i residenti”.
“E’ urgente e indifferibile – conclude l’on. Roberto Corona – avviare la definizione dell’opera per proteggere il litorale che tra l’altro ricade in parte all’interno di una area marina protetta, che subisce anch’essa i dannosi effetti dell’erosione, con danno all’ambiente e cancellando di fatto le praterie di posidonie un tempo ivi esistenti”.