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6 aprile 17.50 Unime in protesta, solidarietà dal Collettivo Unirc

“Dopo anni di abbandono e incuria da parte dell’ateneo messinese -scrive il Collettivo dell’Università di reggio Calabria- solo ora sembra essere comparsa l’inspiegabile e urgente necessità dell’aula ex-chimica, prima occupata e poi autogestita dal Collettivo Unime In Protesta. Gestione che spicca per valenza culturale e sociale, in un contesto universitario che ha del tutto messo da parte entrambi i concetti, come dimostra il comportamento degli organi di ateneo che hanno a dir poco aggredito questa esperienza di lotta e libertà in riva allo Stretto. Solo ora che un soggetto studentesco contesta le “nomine “della Commissione che dovrebbe adeguare lo Statuto d’ateneo ai dettami della cosiddetta “Riforma Gelmini” arrivano le minacce di sgombero. A quanto pare sono proprio i “baroni dell’università” a muovere i fili di una riforma che a parole diceva di volerli contrastare, ma i fatti stanno dimostrando l’esatto contrario. Dopo giorni di tensione, in cui da parte dell’Ateneo di Messina non si è vista la benché minima predisposizione al dialogo, la situazione precipita con l’impedimento definitivo dell’accesso all’aula ex-chimica, a suon di catene e lucchetti. Bel modo di dialogare e di rispettare gli studenti che lottano per una università migliore, diversa da quella nelle mani di questi rettori che incuranti del ruolo che dovrebbero avere, dimostrano una chiusura mentale preoccupante, per tutto il comprensorio messinese e non solo. Se l’Università, che dovrebbe essere il luogo più aperto e maggiormente predisposto al confronto ed al libero pensiero, si compromette la voglia di partecipazione e di pensiero critico degli studenti, c’è davvero di che preoccuparsi, a Messina così come dall’altra parte dello stretto. Noi del Collettivo UniRc, nato con l’onda studentesca del 2008, attivi da quasi tre anni, da ben due “godiamo” di un’aula a noi concessa in completa ed esclusiva autogestione in un plesso della cittadella universitaria e mai messa in discussione nonostante numerose lotte e vertenze portate avanti anche contro gli organi massimi di ateneo, che nonostante tutto dimostrano evidentemente un più avanzato concetto di scontro democratico e libero pensiero. Ci vengono inoltre concessi ulteriori spazi anche più ampi al bisogno, comprese le aule magne, per svolgere attività ludiche e culturali. Dal nostro punto di vista quindi non comprendiamo la sordità del rettore alla richiesta del Collettivo UniMe In Protesta di uno spazio addirittura co-gestito, che sia nella disponibilità dell’ateneo peloritano in caso di necessità, ma che si renda anche disponibile alle iniziative sociali e culturali del collettivo messinese, che come tutti hanno potuto vedere si contraddistinguono per grande spessore ed interesse, anche accademico, con la partecipazione di importanti docenti e personalità. Come studenti e compagni di lotta non possiamo che essere vicini al Collettivo UniMe e fare da eco al loro accorato appello anche presso il mondo accademico da questa parte dello stretto. Ma la nostra solidarietà non si fermerà alle parole e di sicuro nei prossimi giorni proporremo iniziative comuni dei due collettivi dello Stretto. Al Magnifico (si fa per dire) rettore ed a tutti ricordiamo che, sebbene si può sconfiggere la forza di un esercito, non è possibile abbattere la forza di un’idea”.