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6 agosto 16.00 Degrado dei portici a Piazza del Popolo

In relazione alla situazione di degrado dei portici di Piazza del popolo, riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente del Comitato “Ridateci Piazza del Popolo”, Michele Ainis, indirizza al Sindaco di Messina, all’assessore Pippo Isgrò, all’assessore Elvira Amata ed ai Vigili Urbani.

“Sono Valsi a nulla i fiumi d’inchiostro, denuncie, segnalazioni per P.za Francesco Lo Sardo, l’unica piazza ovale dotata di portici e sita al centro della città di Messina, i cui prospetti vincolati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali portano la firma del noto Architetto Basile. Gli stessi sin dalla loro costruzione si trovano in stato di totale abbandono da parte dell’ente Comune. Desidero chiarire, in qualità di rappresentante del Comitato di cittadini Messinesi  dal nome “RMichele Ainisidateci Piazza Del Popolo”, di chi sono le responsabilità che hanno portato al degrado e alle criticità strutturali ed igenico-sanitarie, che investono la nostra Piazza. La proprietà dei portici è dei singoli Condomini, il passaggio invece è Comunale, ed è l’Assessorato rappresentato in questa legislatura dall’Assessore Pippo Isgrò che dovrebbe garantire la manutenzione e la loro l’eventuale illuminazione il cui responsabile del procedimento è l’Ing. Saglinbeni. Ed è proprio Saglinbeni che diversi anni fa avrebbe stilato, su pressione del sottoscritto allora consigliere della IV Circoscrizione e di altri Consiglieri Comunali, un progetto di massima per l’illuminazione dei Portici per un costo di 20.000,00 € circa, mai portato a buon fine dall’amministrazione. Ed è proprio il Comune che, dopo tante promesse, non solo non è stato in grado di illuminare tali Portici ma neppure di mantenerli in buono stato di conservazione, causando loro gravi lacune ed un evidente depauperamento. Gli interventi di manutenzione ordinaria di alcuni mesi fa, di pessimo genere (vedi portico al n. 16 della piazza di cui sopra) hanno contribuito al cattivo mantenimento e sono praticamente da rifare. Il portico dell’is. 140 n.5 è il vespasiano della piazza, ove si recano abitualmente circa sei sette persone di media al giorno depositando i loro “cattivi pensieri” (vedi foto dove si evidenziano le gore formate dalle urine), che oltre a suppellettili vari, buste della spazzatura, pezzi di motori, sono gli elementi d’arredo urbano che alcuni concittadini ci regalano abitualmente. Il resto lo regalano le colombe con le loro deiezioni ormai cristallizzate e stratificate nel tempo, uno strato tale da coprire il marciapiede nascondendolo all’occhio umano. Messina Ambiente a cui tocca la pulizia, lo spazzamento, la raccolta dei suppellettili e la disinfestazione, non possiede una macchina con relativa pompa a vapore per la pulizia dei marciapiedi, la quale è in dotazione solo al Comune di Taormina, come se Messina non meritasse di averne almeno una. In sintesi a nulla sono servite centinai di denuncie e le diverse iniziative a sostegno della piazza in oggetto, per problemi di competenza che i vari dipartimenti da quasi un secolo non sono riusciti a risolvere, un pin pong che ha portato il degrado ad uno stato d’invivibilità e di inciviltà paragonabile alle favelas del Sud America. Sia i portici che la Piazza nonostante il degrado ampiamente descritto, vengono utilizzati come discarica d’iniziative “culturali”, che non potrebbero neanche essere concesse a causa del vincolo esercitato dalla Soprintendenza che impone una distanza minima dai prospetti delle abitazioni di circa cento metri, ma visto che il raggio della piazza è inferiore, tali concessioni sono del tutto arbitrarie, causando solo disagi agli abitanti.

Il degrado maggiore si evidenzia nei portici dell’isolato 140 al numero 5, mentre per i prospetti dove insistono le criticità più eclatanti sono quelli del n. 16 , per non parlare del differente di trattamento riservato alla facciata dell’isolato delle Suore che è rimasto grezzo sin dalla sua costruzione, nel cui prospetto si nota, oltre alla mancanza dell’intonaco e di tutte le sculture cementizie e modanature di Basile, il mancato rispetto delle misure delle finestre che affacciano nella piazza, di cui all’oggetto, che appaiono più grandi rispetto a quelle di tutti gli stabili ricadenti nello slargo. L’ingovernabilità della piazza è un altro fattore importante, siamo invasi di extracomunitari, clochard, che si ubriacano e lasciano i rifiuti dei loro gozzovigli per terra, grazie anche all’apertura di un punto vendita accanto alla bottega dell’elettrauto… Per tanto, chiediamo una seria iniziativa di bonifica, un controllo più efficiente del territorio da parte delle forze dell’ordine ed il rispetto delle semplici norme di vivibilità cittadina. Per non parlare dell’ormai nota ex via Coito di natura privata per la quale il comune aveva stanziato più di centomila euro per il suo recupero, invece di pensare alla piazza Del Popolo il cui nome è stato defraudato da un quanto mai famoso anarchico-socialista di origini napoletane, Francesco Lo Sardo, Ma chi è?

Con l’ancora “viva” speranza ci auguriamo che vegano presi i provvedimenti del caso, bonifica, disinfestazione, interventi di ripristini, ecc.”