Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Il Comune ignora il Fondo per le imprese, j’accuse della Cgil

Lillo Oceano, segretario generale Cgil Messina

Il Comune di Messina, e con lui altri  30 enti locali, dimenticano di richiedere l’accesso al fondo di 40 miliardi di euro stanziato dal Governo per far fronte al pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese.

Dimenticanza imperdonabile, con un’economia al collasso e migliaia di aziende dell’intera provincia messe in ginocchio dalla mancata liquidazione delle fatture presentate.

“Soltanto 77 comuni su 108 hanno presentato istanza di accesso al Fondo per il pagamento dei debiti della PA alle aziende previsto dal decreto legge 35 dello scorso 8 aprile -commenta il segretario generale della Cgil di Messina Lillo Oceano. Tra i 31 Comuni inadempienti  c’è  quello di Messina, una città di oltre 240 mila abitanti e area metropolitana.

Lo sblocco e l’accelerazione del pagamento dei debiti della P.A. alle aziende, soprattutto in questa fase di crisi economica e di stretta creditizia, è stata una delle richieste avanzate in continuazione nei pochi incontri avuti sia come sindacato che nei tavoli congiunti con le altre rappresentanze sociali. Richieste scritte nei documenti e protocolli, oltre che nei comunicati stampa -sottolinea il dirigente sindacale.

La circostanza che ci si sia dimenticati di questa pressante richiesta, che non si siano predisposti gli atti per accedere al fondo, che sulle istanze del mondo della produzione e del lavoro per sostenere le aziende e garantire occupazione e stipendi siano prevalse le burocratiche valutazioni di qualche dirigente o esperto, è la cifra che da decenni caratterizza la direzione della nostra macchina comunale. Anche tanti consiglieri comunali, pur impegnati in campagna elettorale,  non sembra si siano accorti della opportunità per dare una boccata d’ossigeno alla asfittica economia di questa città”.

Una sbadataggine, quella del Comune di Messina e degli altri 30, che secondo Oceano non solo condanna alla chiusura molte imprese, ma è anche una chiara dimostrazione di come Palazzo Zanca si preoccupi solo di ciò che accade dentro il Municipio, dimenticando l’esterno.

“Questo atteggiamento -accusa Oceano- condanna la città al declino, ovviamente senza riuscire a salvare l’Ente  Comune. I comportamenti, le scelte (anche economiche), il funzionamento del Comune e dei servizi da esso direttamente o indirettamente erogati, il rapporto che si intrattiene con il tessuto produttivo  sono decisivi dello sviluppo e della crescita di un territorio”.