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5 ottobre 11.43 Feluca e Multiservizi, nota del capogruppo PD alla Provincia Pippo Rao

Cosa intende fare la Provincia di Messina ed il presidente Ricevuto in merito alle vicende Multiservizi e Feluca? Il capogruppo del PD Pippo Rao, ha predisposto una interrogazione al presidente della Provincia con la quale si chiedono risposte definitive e serie rispetto alle vertenze occupazionali in questione. Da mesi se non da anni, si assiste ad altalenanti posizioni dell’Amministrazione provinciale in merito alle posizioni da tenere ed alle opzioni da attuare rispetto alle vicende in oggetto. Ai lavoratori, ad ogni piè spinto e soprattutto in occasione delle proteste, è stato sempre promesso che si sarebbe trovata la soluzione per risolvere il problema del rischio occupazionale, con risposte che però nel tempo cambiavano costantemente. Anche l’avere “arruolato” tra i consulenti  (e giustamente non a titolo gratuito!) un esperto giurista quale il prof. La Tella non pare abbia risolto i problemi con i quali ci si confronta da tempo al fine di trovare serie soluzioni alle vertenze, che coniughino il rispetto dei vincoli della Pubblica Amministrazione ed il mantenimento del potere occupazionale. L’impressione è che su entrambe le vertenze si lavori a prendere tempo senza capire dove andare a parare. Per i lavoratori della Multiservizi, dopo l’ennesima pseudo soluzione tampone (con dubbi e perplessità sulle azioni messe in essere dal punto di vista giuridico) e dopo avere perso tanto tempo con promesse di tutti i generi e tutti i tipi, molte di queste tra l’altro addirittura contrastanti tra loro a seconda se venivano formulate dall’assessore di turno, o dal Presidente della Provincia, o davanti ai lavoratori che protestavano od ai sindacati, a breve si ritornerà al punto di partenza. I lavoratori di Feluca sono di fatto licenziati e di tutto quello che il Consiglio aveva chiesto di fare alla amministrazione attiva per rendere praticabile il percorso della NewCo si è perso non si capisce dove. Quello che risulta inaccettabile è la mancanza di percorsi chiari e certi. Si sia una volta per tutti sinceri con i lavoratori, senza falsi infingimenti e false aspettative da alimentare, tranne che non si voglia perseguire la tattica di tenere i lavoratori sotto la “spada di Damocle” per tenerli buoni e soprattutto renderli meno liberi. Nell’interrogazione si chiede al presidente della Provincia di rispondere in Consiglio provinciale, dove durante le proteste sono state fatte promesse e date rassicurazioni. Oggi è tempo di scegliere e di farlo nel rispetto dei vincoli di legge ma anche nel rispetto delle speranze alimentate in tanti anni, che potrebbero diventare rabbia se frustrate da comportamenti ambigui e contraddittori, miranti solo a gettare fumo negli occhi. Ricevuto venga in Consiglio provinciale e pubblicamente dica cosa vorrà fare del servizio di vigilanza venatoria e dei servizi informatici. Lo faccia alla luce del sole, senza più colloqui riservati nel chiuso di stanze dove viene facile potere usare tatticismi che però oggi non servono più. C’è necessità di trasparenza e di chiarezza ma, soprattutto, di rispetto nei confronti di chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro o di chi da anni viene di fatto sfruttato in una forma di precariato ad uso e consumo dei soliti noti».