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5 marzo 13.15 Tagli ai collegamenti marittimi, la Cgil: “Troppo silenzio, subito un’assemblea pubblica”

“Tra il silenzio e l’indifferenza sta procedendo in questi giorni la graduale soppressione dei posti di lavoro nelle società di navigazione -scrive Pino Foti, segretario della Filt Cgil- che porterà, però, ben prima dell’estate alla corposa riduzione dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane.

Il governo regionale ha ridotto da 128 a soli 55 milioni le risorse in bilancio per i servizi e ciò, di conseguenza, imporrà una drastica riduzione del numero delle corse, ed addirittura nel mancato espletamento dei bandi di gara per i contratti in scadenza.

La Sicilia è costretta a rimediare al miliardo e 400 milioni che le sono stati tolti dall’ultima manovra del Governo Berlusconi, ma la riduzione imposta sui servizi alle isole minori, dal governatore Lombardo, va oltre il semplice contenimento della spesa, perché colpisce i bisogni necessari delle collettività, riduce automaticamente anche le entrate degli altri settori produttivi e mette in ginocchio la già fragile economia delle isole e più complessivamente quella regionale.   

Gli impegni che avevano assunto i deputati regionali, ed anche la provincia regionale, non hanno sortito purtroppo sinora alcun effetto e di conseguenza il Governo Regionale è libero di procedere speditamente nella conferma del taglio della spesa per il trasporto marittimo che, lo ricordiamo, è stato l’unico settore ad essere inserito già nel bilancio provvisorio, ed opera quindi dallo scorso mese di gennaio.

Gli armatori che si vedono modificati i termini dei contratti di servizio siglati con la regione sanno bene che alla fine gli basterà rivolgersi ad un giudice per aver liquidato quanto a loro non corrisposto, tra l’altro anche con aggravio di penali, ma per non esporsi finanziariamente si adegueranno alle volontà della regione, riducendo il numero delle corse e licenziando il personale.

Non siamo ancora nella bella stagione ed è chiaro che, quanto sta accadendo, colpisce per ora  solamente i lavoratori marittimi e le loro famiglie, categoria senza nemmeno la possibilità di ammortizzatori sociali, ma chi pensa che superato l’esercizio di bilancio provvisorio restino ancora margini per correre ai ripari, ed affrontare la stagione estiva senza un ennesimo contraccolpo, si illude.

I lavoratori marittimi ed il sindacato, così come avevano anticipato, contro le decisioni assunte dalla regione hanno già effettuato lo scorso 1 marzo, in concomitanza con la protesta nazionale, il primo sciopero di 4 ore ed a giorni ne proclameranno un altro, ma non possono essere lasciati soli a contrastare una manovra che colpisce l’occupazione nel settore marittimo ma più in generale arreca danni irreversibili ed immediati a tutti gli altri settori ed all’intera economia delle isole minori.

Le comunità isolane finora hanno sempre dato prova di grande mobilitazione, ogni qualvolta si è tentato di mettere in discussione il servizio di una nave, e non si comprende quindi perché stavolta, quando in gioco vi è molto di più, ci si limiti ancora alla semplice presa d’atto.

E’ una vertenza complicata e difficile, e nessuno può tirarsi indietro, Pertanto è indispensabile la convocazione di una apposita assemblea pubblica con i consigli comunali, le categorie interessate, e la società civile al fine di programmare una serie di iniziative per aumentare le pressioni nei confronti del governo regionale affinché modifichi quanto ha già deciso”.