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5 giugno 10.05 Federalismo municipale, la cedolare secca applicabile anche in Sicilia

In riferimento ad alcuni interventi di stampa che in questi giorni hanno sollevato dubbi sull’immediata applicabilita’ in Sicilia della cedolare secca sugli affitti, prevista dal decreto legislativo sul federalismo municipale, ritenendola condizionata alla preventiva adozione da parte della Commissione paritetica Stato-Regione delle norme per l’attuazione dello stesso decreto nel rispetto dello Statuto regionale, l’Assessorato regionale per l’Economia precisa. Con l’art.3 del decreto legislativo 23/2011 e’ stata prevista una nuova imposta operata nella forma cedolare secca, sostitutiva dell’Irpef sui canoni di locazione, attivabile in base all’opzione del locatore in favore di tale regime tributario. Al pari di qualsiasi altra disposizione volta a disciplinare o modificare i profili sostanziali di un tributo erariale, anche quella sulla cedolare secca e’ immediatamente applicabile a tutti i contribuenti ivi inclusi, ovviamente, quelli siciliani. Diverso e’, infatti, l’ambito sul quale saranno chiamate ad operare le norme di attuazione sul federalismo municipale per la cui elaborazione il Governo regionale e’ impegnato da tempo, mentre va sottolineato come la Regione abbia impugnato proprio alcune delle norme del decreto attuativo del federalismo municipale davanti alla Corte Costituzionale, ritenendole lesive dello Statuto.

Nel merito occorre distinguere, in particolare, due aspetti. Da un canto il decreto sul federalismo municipale regola, nel caso della cedolare secca, un nuovo tributo erariale, peraltro sostitutivo di altro gia’ esistente e certamente applicato anche ai contribuenti siciliani, che sarebbe alquanto improprio ritenere non riferibile all’intero territorio nazionale per effetto della clausola di salvaguardia (art.14, comma 2) prevista per le regioni a statuto speciale, a meno di ipotizzare una disparita’ di trattamento tra i contribuenti delle varie regioni certamente non configurabile nell’attuale cornice costituzionale. Quanto sopra fermo restando, ovviamente, la spettanza del tributo e del relativo gettito alla Regione, a norma dell’art. 36 del nostro Statuto e secondo il richiamo ricavabile dal testo della stessa clausola. Invece, l’articolato processo di fiscalizzazione dei trasferimenti finanziari in favore degli enti locali, aspetto centrale del decreto sul federalismo munici pale, potra’ trovare attuazione in Sicilia soltanto con le norme definite in sede pattizia tra Regione e Stato attraverso la Commissione paritetica.

Non sussistono dubbi, pertanto, sulla circostanza che anche i contribuenti siciliani possano optare per il regime della cedolare secca come, peraltro, esplicitato e confermato dalla stessa Agenzia delle Entrate con le proprie circolari Cosi’ si legge in una nota dell’assessorato regionale per l’Economia.