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7 febbraio 07.52 Nuovo CdA Confarfidi, al via le elezioni

Stamane alle 10,30 alla libreria Pickwick si riunirà l’assemblea dei soci di Confarfidi per procedere alla elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione. L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto anche sullo stato di uno dei tre consorzi fidi messinesi, il cui Presidente è Pippo Scandurra, che è anche presidente nazionale della F.A.I. (Federazione nazionale antiracket e antiusura).
Scandurra alle 10 incontrerà i giornalisti, sempre alla libreria Pickwick, per illustrare le tante iniziative che il consorzio metterà in atto per aiutare anche le aziende vittime di usura.
Confarfidi garantisce ormai infatti, nel corso della sua attività oltre 17 milioni di euro di affidamenti bancari ed è il primo consorzio fidi in Italia per l’ammontare dei fondi rischi affidati dal Ministero dell’Economia in virtù della legge 108/96 (fondi antiusura). Particolarmente forte il rapporto con le associazioni antiracket che formano l’ossatura di Confarfidi che si sta arricchendo anche di elementi di comprovata competenza ed esperienza nel campo bancario.
“In un momento difficile per il rapporto banche-imprese, – ha spiegato il vicepresidente di Confarfidi, Maurizio Ientile – il nostro consorzio ha svolto un’opera che ha contribuito a risolvere non poche situazioni di aziende che rischiavano di venire estromesse dal mercato creditizio. E’ un dato innegabile

infatti, che la garanzia consortile costituisce oggi un elemento determinante nella valutazione del credito da parte del sistema bancario. Recentemente inoltre, il riconoscimento dell’Assessorato regionale al Bilancio ha consentito l’inserimento di Confarfidi tra i Consorzi Fidi regionali che godono del contributo al fondo rischi che permette l’abbattimento del 60% degli interessi bancari pagati dalle imprese alle banche. “Il Consorzio – ha spiegato poi il presidente Pippo Scandurra – si avvale pure della legge 108 per le imprese colpite da usura consentendo un prestito massimo di 40mila euro a tasso convenzionato. Bisogna sottolineare che in questo caso la copertura nostra è del 90 percento, invece del solito 50 percento. Quindi la banca non chiede garanzie: vuole solo essere rassicurata sulle capacità di restituzione del denaro e noi ci accolliamo tutto l’aspetto relativo alla garanzia. Abbiamo già aiutato in questi anni molte aziende che hanno subito estorsioni o attentati, o imprese che hanno avuto problemi di carattere finanziario perché operano in determinati contesti. Tutte società che avrebbero avuto seri problemi se la banca, con un’ordinaria istruzione della pratica, avesse rifiutato loro il finanziamento”. “Da noi– conclude Scandurra – c’è anche una prossimità con il cliente molto forte e questo è molto importante per una garanzia anche dal punto di vista della trasparenza ambientale”.