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4 maggio 15.35 Università, presentato il libro di Aldo Cazzullo “Viva l’Italia”

“Il mio libro vuole essere una testimonianza che l’Italia, nonostante le spinte secessioniste provenienti dal Nord o dal Sud  è una cosa seria e che gli italiani sono un popolo unito che ama il proprio paese”. Con queste parole Aldo Cazzullo, giornalista del “Corriere della Sera”, scrittore  e “storico” (come lo ha definito il Rettore Tomasello) ha concluso il suo intervento di presentazione del suo libro “Viva l’Italia” nella Sala Senato dell’Università di Messina, al cospetto di un folto pubblico (prorettore,presidi, delegati, docenti e studenti).
L’opera dello scrittore piemontese (Alba, 1966) da poco uscita nelle librerie italiane, nelle quali ha già raggiunto la ragguardevole cifra di 100 mila copie vendute, racconta fatti e personaggi che testimoniano un grande amore per la  Patria, per l’inno di Mameli, per i miti del Risorgimento (da Cavour, a Mazzini a Garibaldi), per la resistenza, verso i quali oggi, dice Cazzullo “si è innestato un processo mediatico di denigrazione che fa molto discutere e che genera  confusione nella testa di un  ragazzo di 20 anni che non conosce nulla di tutto ciò, trenne quello che ha letto sui libri scolastici”.Chiaro nell’esporre le pagine più avvincenti e commoventi del libro che racconta accadimenti tragici svoltisi nei 150 anni dell’unità del nostro Paese, Cazzullo ha affascinato la platea dei presenti con citazioni riferite a personaggi famosi ed illustri sconosciuti che sono morti gridando “viva l’Italia”. “Ho girato l’Italia in lungo ed in largo per presentare questo mio ultimo libro – ha detto Cazzullo – e devo dire che il mio viaggio ha ribaltato alcune convinzioni che avevo all’inizio.Infatti, mentre al Nord i leghisti con i quali mi sono confrontato, che pure sembravano intransigenti nei confronti del Sud, alla fine hanno gridato il loro ”via l’Italia“ seppure aggiungendo ”federale“, al Sud ho dovuto constatare un sentimento antinordista più diffuso e radicato, che non esito a condannare, perché l’Italia è stata e deve essere la patria di tutti gli italiani, siano essi del Nord o del Sud”. Con Aldo Cazzullo hanno dialogato il Rettore, prof. Francesco Tomasello, il professore emerito Girolamo Cotroneo, il prof. Santi Fedele, ordinario di Storia contemporanea e componente del comitato “Sicilia 150”, che hanno espresso unanimi giudizi lusinghieri sull’opera della scrittore piemontese, pur se velata, come ha puntualizzato il prof. Cotroneo, da un “ragionato pessimismo dovuto a forze disgregatrici, che pur essendo una minoranza, diffondono idee molto pericolose sul futuro dell’unità d’Italia”.