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31 marzo 14.02 Cantiere Navale Palumbo, nuova richiesta d’incontro all’AP da FLM Cub e ORSA

“Egregio Presidente Lo Bosco -scrivono i segretario di FLM Cub e ORSA Enzo Bertuccelli e Mariano Massaro-l’assenza di riscontro dell’Autorità Portuale alle ripetute richiesta di aiuto dei lavoratori, in cassa integrazione, del cantiere navale Palumbo, lascia spazio a sospetti di abbandono della risorsa produttiva da parte dell’Autorità da lei presieduta. Il cantiere della zona falcata, nonostante tutto, rappresenta ancora una delle residue attività industriali su cui la città punta per ricomporre il ciclo produttivo, indispensabile per l’incremento dei livelli occupazionali scaduti oltre la soglia di guardia. Attività di eccellenza messinese in linea con la vocazione marittima della città su cui l’Autorità Portuale ha scommesso nella veste di Ente affidatario che ha consegnato le velleità di sviluppo alla Palumbo S.p.A.
E’ sufficiente rivedere il bando di gara per evincere che gli impegni intrapresi in fase di assegnazione dell’appalto sono stati totalmente omessi dall’azienda appaltatrice, al punto che un cantiere capace di occupare oltre 1000 maestranze oggi offre solo 20 posti di lavoro a rischio. Le 160 assunzioni e i 15 milioni di investimento sono rimasti sul capitolato d’appalto mentre le istituzioni, compresa l’Autorità Portuale, inspiegabilmente tacciono.
Le denuncie di crisi contingente con cui la Palumbo S.p.A. giustifica l’ennesimo abbattimento dei livelli occupazionali non ci convincono totalmente, le dichiarazioni contraddittorie che giornalmente apprendiamo dalla stampa rafforzano il sospetto di uno sbaraccamento organizzato dello storico cantiere: da Messina Palumbo denuncia la crisi planetaria della cantieristica navale ma si contraddice clamorosamente quando propaganda le proprie capacità imprenditoriali descrivendo l’alta produttività dei suoi cantieri di Malta e Napoli, stranamente esenti dalla crisi che sembra concentrarsi nella sventurata Messina e in cambio di una commessa napoletana da trasferire nello stretto (promessa ai giornali ma non ufficializzata nelle sedi competenti) chiede di sfruttare lo strumento della cassa integrazione. Altri soldi pubblici a disposizione degli interessi privati… Intanto si ha notizia che all’uscita delle 20 maestranze messinesi è corrisposto l’arrivo in cantiere di ditte subappaltatrici extracittadine… Dove sta l’esubero? E’ riservato ai lavoratori messinesi?
Ci chiediamo dove stia scritto che la commessa da trasferire a Messina sia di competenza napoletana e approderebbe nello stretto per mero slancio di generosità campana che di contro prevede la cassa integrazione per 20 lavoratori messinesi…. Esistono tre diverse Palumbo S.p.A. dove un cantiere prevale sull’altro? Le commesse non andrebbero equamente suddivise nei tre siti produttivi? Messina è la sorella povera della famiglia???
Alla luce dei fatti, con sole 20 maestranze impiegate in cambio della concessione di un’area pregiatissima di Messina, non possiamo esimerci da citare le voci di popolo che vedrebbero la Palumbo interessata a mantenere il possesso passivo dell’area piuttosto che al concreto rilancio dell’attività industriale attraverso i previsti investimenti, la trentennale concessione di un’area strategica della falce, in prospettiva del sacrosanto progetto di risanamento della zona falcata, secondo alcuni, potrebbe alimentare l’istinto alla speculazione… ma questa è semplice “Vox Populi”, che ci rifiutiamo di credere, convinti come siamo che è anche interesse della Palumbo S.p.A. far coesistere la cantieristica con le strutture previste per la riqualificazione dell’affaccio a mare, piuttosto che puntare alla speculazione sul possesso di un’area protagonista nel Piano Regolatore del Porto.
Per quanto sopra esposto Le rinnoviamo la richiesta d’incontro invocata a gran voce da tutti i lavoratori che ci onoriamo di rappresentare, i quali, si uniranno al corteo di protesta dei lavoratori dei trasporti, previsto per domani ‐1 aprile 2011‐, per porre l’accento sulla crisi della cantieristica messinese direttamente collegata all’abbandono dei trasporti e del traghettamento ferroviario messinese di cui lei ben conosce i drammi irrisolti, rivestendo, fra l’altro, anche il ruolo di Presidente di Rete Ferroviaria Italiana”.