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31 gennaio 13.02 Roberto Bombara confermato segretario della FNS Cisl di Messina

Roberto Bombara, 45 anni, dipendente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è stato confermato segretario generale della Fns Cisl di Messina, la Federazione che raggruppa Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale. Bombara è stato eletto nel corso del Congresso della categoria che si è tenuto questa mattina presso l’Aula Didattica della Caserma del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina alla presenza del segretario nazionale Fns Cisl Pompeo Mannone, del segretario regionale Fns Domenico Ballotta e il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese. Eletti in segreteria anche Gianluca Tavilla della Polizia Penitenziaria e Pietro Abatriatico dei Vigili del Fuoco.

Bombara, nella sua relazione, ha tracciato il quadro della situazione che vivono Vigili del Fuoco e Polizia Penitenziaria, uniti da un’emergenza comune: quella della carenza di organico che rende insostenibile l’attività lavorativa e la possibilità di interventi tempestivi.

“L’obiettivo dei prossimi quattro anni sarà quello di un radicamento sempre più forte sui posti di lavoro e nei territori a tutela dei lavoratori – ha detto in apertura Roberto Bombara – Nel nostro settore paghiamo la presenza, nonostante la vastità del territorio messinese, di due sole Case Circondariali, quella di Messina e la piccola e vetusta Mistretta, super affollate, che non riescono a contenere il sempre più crescente trend delinquenziale. Se a queste, poi, aggiungiamo l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, recentemente sottoposto a sequestro da parte del NAS per inadeguatezza alle norme igienico sanitarie, e il Centro di prima accoglienza per minori, compreso l’Istituto Centrale di Formazione per il personale dei minori, ci renderemo conto che l’attività del poliziotto penitenziario è maledettamente frenetica e logorante”.

“Le cause – ha aggiunto Bombara – sono quelle denunciate da sempre: carenza negli organici e dei mezzi,  inadeguatezza delle strutture e mancanza di fondi. Per il personale della Casa Circondariale di Messina, per farla breve, effettuare turni di sei ore è una vera e propria utopia. La Pianta Organica, nel nostro territorio, è deficitaria di almeno 100 unità”.

Anche se in un breve

passaggio, Bombara non ha dimenticato la situazione dell’Ospedale di PG di Barcellona. “Dopo i lavori di ristrutturazione dei padiglioni ha una disponibilità di 400 posti letto, tutti occupati. Tuttavia, da qualche mese, la struttura è sottoposta al sequestro da parte dei NAS perché non è a norma con le prescrizioni igienico-sanitarie. Inoltre, dal prossimo mese di marzo, in applicazione di una specifica normativa, l’O. P. G. cambierà destinazione. Al momento non è dato a sapere in cosa, però, da quanto si è appreso, pare che la Regione Sicilia, cui graverà l’onere per la gestione dei fondi, non abbia nessuna voglia di occuparsene. Viene da chiedersi: che destinazione avranno i 400 detenuti e le unità di polizia penitenziaria di quella struttura?”.

“La sicurezza – ha affermato il Segretario Generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, nel suo intervento – è una ossatura principale a garanzia della democrazia. Operare tagli e non destinare risorse è un attentato. Non tutti i territori sono uguali, non tutti i territori presentano le criticità che purtroppo sono presenti a Messina. A partire dallo stretto, diventato una autostrada per quantità di passaggi, dimensioni territoriali, sino alla sismicità, alle presenze industriali, all’alta boschività. Bisogna, quindi, intensificare l’impegno verso un equilibrio della forza lavoro. Altro nodo è rappresentato dall’OPG di Barcellona – ha aggiunto Genovese – Bisogna portare giustizia e rispetto per gli internati e dare soluzioni ai problemi della detenzione e al personale che paga doppiamente la propria condizione di lavoro. Riteniamo possa essere una grande opportunità la necessità della chiusura dell’Opg: trasformandolo in un nuovo carcere nella provincia darebbe soluzioni alle esigenze detentive e al sovraffollamento carcerario. E collocare un carcere a Barcellona sarebbe un grande segnale in una zona particolarmente soggetta alla presenza di un cancro malavitoso. La Regione Sicilia, però, deve farsi carico degli aspetti sanitari della chiusura dell’Opg. Da questo congresso – ha concluso Genovese – parte, pertanto, una rinnovato impegno vertenziale non solo per i lavoratori ma per tutta la comunità che invitiamo a condividere e affrontare insieme la riconquista di un tassello importante di civiltà di sicurezza e di tutela”.