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30 luglio 11.01 Lotta alla criminalità, Grioli (PD): “Anche la politica faccia la propria parte”

Nell’esprimere apprezzamento al lodevole lavoro svolto dal Procuratore Generale Lo Forte e dai magistrati tutti impegnati in importanti inchieste rivolte a smantellare le organizzazioni mafiose che hanno condizionato per tanto tempo la debole economia del nostro territorio, non posso non sottolineare la necessità che la Politica faccia la propria parte.

Per liberare la nostra economia dalla morsa della criminalità organizzata e quindi creare un sistema di libera concorrenza, sono necessarie politiche rivolte alle imprese, per incentivarle a stare dalla parte dello stato, contro la mafia. L’imprenditore oggi deve sentire la vicinanza delle istituzioni locali. Chi denuncia le richieste di Pizzo deve sapere non solo che sta dalla parte giusta ma anche dalla parte più conveniente.

Il partito democratico ha presentato da due anni un odg al Consiglio Comunale e Provinciale con il quale si impegnava le amministrazioni locali a costituire a Messina un Patto Antiracket per costruire una rete di protezione istituzionale per gli imprenditori, ed inoltre si impegnava gli enti locali a definire forme di agevolazioni  per le imprese che denunciano estorsioni, in particolare  nelle assegnazioni  di cottimi fiduciari o affidamenti sotto soglia che non richiedono gara. Infine abbiamo impegnato le amministrazioni locali a costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità organizzata. Tutte queste cose sono diventate patrimonio di tutte le forze politiche perché approvate all’unanimità dai Consigli Comunali e Provinciali, ma purtroppo è mancata la fase attuativa ed una volontà concreta di portare avanti queste idee.

Non si può lasciare solo alla magistratura il compito della lotta alla mafia perché con la repressione e la confisca si consuma una parte importante della lotta per la legalità ma non sufficiente perché occorre puntare tutto sull’economia della legalità, un nuovo corso che faccia sentire con forza agli operatori economici ed ai cittadini che le Istituzioni ci sono e stanno dalla parte di chi si ribella alla criminalità, rifiuta la contiguità, il silenzio, la complicità che costituisce quel humus in cui la mafia affonda le proprie radici e si radica sempre più.

Magistratura,Forze dell’Ordine, Confindustria, Sindacati, Politica e società civile, devono stringere un patto su cui fondare il rilancio del territorio messinese, una precondizione per provare ad attrarre investimenti stranieri ed un dinamismo fondamentale per risollevare la nostra realtà dal torpore in cui è piombata.

Siamo convinti che la voce legalità sia un elemento che nel bilancio di una città va messo tra le priorità in quanto determina libertà dei cittadini e dell’economia del territorio. Basta con i convegni, ora azioni concrete.