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30 luglio 10.12 Forestali, la Faica Cub: “Utilizzare i Fondi europei per la stabilizzazione”

Conferma delle giornate lavorative stabilizzate al 2011 e votazione del disegno di legge di iniziativa popolare presentato nel gennaio 2012 da più organizzazioni sindacali in esame alle commissioni parlamentari dell’ARS per la stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali grazie all’utilizzo dei fondi strutturali europei. 

Queste le richieste del sindacato Flaica Cub, che accusa la Regione di essere inadempiente rispetto alle attività di forestazione, prevenzione e difesa dagli incendi boschivi e di avere progressivamente sospeso dal lavoro, in piena stagione estiva, le maestranze attualmente impiegate nei bacini montani siciliani. Il Faica Cub denuncia anche “la precisa volontà politica di sottrarre sempre più risorse a un settore di vitale importanza, utilizzando una vasta campagna stampa diffamatoria dell’intera categoria che indica, come concausa della crisi finanziaria della Sicilia, la spesa per la salvaguardia del patrimonio boschivo siciliano”. 

“Nonostante la disponibilità decennale di risorse economiche fornite dai Fondi strutturali europei destinati allo sviluppo produttivo forestale -scrivono il coordinatore provinciale della Flaica Cub Carmelo Ferrara ed il coordinatore regionale della Flaica-Cub Enzo Bertuccelli- i lavoratori del settore, costantemente penalizzati da una condizione di precarietà permanente, sono sempre più esposti al rischio di licenziamento definitivo. Nel contempo, però,  il Ministro dell’ambiente Corrado Clini annuncia pubblicamente la volontà del Governo nazionale di sostenere con incentivi finanziari lo sviluppo privato della green economy, per la riconversione in chiave ecologica dell’economia. Giustappunto quando investitori internazionali individuano nelle risorse forestali meridionali la possibile produzione industriale di bio-massa ed energia. È dunque evidente che, in una regione come la nostra, ad orografia essenzialmente collinare e montana, il bosco trova la sua ragione d’essere nella ricostruzione degli ambienti ecosistemici, nella stabilizzazione idrogeologica, nella lotta alla desertificazione e ai gravi stravolgimenti climatici, così come nella prospettiva di divenire, in un prossimo futuro, una delle principali fonti di risorse energetiche, materiali e occupazionali. 

Emerge così il ruolo fondamentale che l’Azienda foreste demaniali svolge, a tutela del territorio siciliano e  dell’intera collettività, la più grande azienda pubblica silvicolturale che, con il definitivo riordino legislativo dell’intero comparto e l’ampliamento delle proprie competenze  territoriali, rappresenta la reale possibilità di sviluppo e di incremento boschivo.

Nel momento attuale, al contrario, come in un gioco di prestigio, i fondi stessi per la ordinaria attività di forestazione annuale sembrano diventare irreperibili, per poi in parte riapparire e scomparire ancora, in un rimpallo di responsabilità che precipita sempre più i lavoratori forestali in disperanti condizioni di irreversibile degrado e disoccupazione. Persino nel contesto delle attività di prevenzione incendi, incomprensibilmente avviate con un ritardo di almeno due mesi, l’Ente regionale finanzia solo a fine giugno  l’acquisto del carburante per i decespugliatori dei cantieri di intere provincie come Messina, impedendo di fatto la realizzazione per tempo dei viali parafuoco. Nessuna sicurezza viene così garantita, a detrimento delle norme di legge vigenti, lasciando addossare ai forestali la responsabilità di incendi dolosi”. 

La Flaica Cub ritiene infondate affermazioni di esubero dei lavoratori del settore, visto che sono tutti precari ed numericamente molto inferiori alle cifre diffuse, poiché le assunzioni bloccate dal 1993.