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30 luglio 07.30 Oggi pomeriggio Rosario Crocetta a Messina

Oggi alle 18.30 Rosario Crocetta, eurodeputato e candidato indipendente alla Presidenza della Regione, parlerà nella Sala Consiliare della Provincia invitato dal circolo cittadino di Libertà e Giustizia. In questi mesi si è molto discusso se la politica e i partiti possono rigenerarsi attingendo ai movimenti. La scelta di Crocetta significa quindi che LeG-Messina scende in politica? La coordinatrice Giusi Furnari Luvarà nega che sia così: “LeG-Messina è un’associazione di orientamento politico che vuole promuovere la cultura della partecipazione democratica e dare il suo contributo alla sviluppo economico e politico del Mezzogiorno. In questi anni abbiamo animato, credo con una certa originalità, la discussione nell’area democratica, a cui principalmente ci rivolgiamo. Oggi indichiamo alla città persone e storie, che meritano di essere prese in considerazione per una scelta responsabile. Tra queste c’è sicuramente quella di Rosario Crocetta candidato alla Presidenza della Regione”. Ma questo non significa supportare una campagna elettorale? “La società civile è quel soggetto che fa politica quando fa cultura, rimanendo fuori dai circuiti e dalle responsabilità del potere. Oggi non vogliamo cambiare natura. Il compito di gruppi come il nostro non è farsi strumento di parti politiche e nemmeno servire da riserva indiana per candidature simboliche nei partiti, come a livello nazionale si insiste a chiedere. Possiamo però dare ai cittadini l’opportunità di conoscere direttamente chi si propone per il cambiamento, per giudicare e fare scelte di voto responsabile in base a personalità, programmi e valori. La storia coraggiosa e rappresentativa di Rosario Crocetta certamente lo rende candidato da conoscere e apprezzare”. Questo significa che LeG- Messina non è il comitato messinese di Crocetta? “Non lo è per statuto e per volontà. Dentro il nostro gruppo ci sono sensibilità diverse e accanto a molte simpatie per Crocetta ve ne sono anche per altre personalità che speriamo di poter ospitare presto. L’intento che ci guida è di natura ampiamente politica e non elettorale. ”.

Quale quindi il senso di questo invito? “Questo invito, oltre a quanto detto, vuole anche essere una indicazione di metodo come modo di essere presente della nostra associazione  e un segnale di attenzione per un figura politica degna di particolare attenzione anche e soprattutto per le modalità in cui si è espressa la candidatura.  L’alleanza tra progressisti e moderati è in astratto una prospettiva apprezzabile. Ma in concreto questo significa che in gioco ci sono le logiche logore e ben conosciute  e forze a cui è imputabile in larga misura lo status di arretratezza civile di sfascio economico e sociale in cui versa la nostra isola. Ci interessa la decisa azione di rottura di Crocetta contro il carattere partitocratico e spartitorio che rimette in gioco alleanze con forze che in Sicilia hanno responsabilità – anche recenti- di cui ancor oggi portiamo il fardello. Abbiamo visto come ancora nella cosiddetta seconda Repubblica la Sicilia sia stata determinante per gli esiti elettorali nefasti che tra le altre dissennatezze hanno messo in gioco il prestigio e la credibilità della nostra nazione.

 Insomma, la Sicilia ha funzionato come una sorta di «esercito elettorale di riserva» innescando un circolo vizioso tra “società civile” e politica locale e centrale particolaristica e colpevole  di diseducazione civile e arretratezza generale. Inoltre, c’è la questione dello  Statuto speciale, che è stato usato in maniera assai strumentale  diventando strumento di conservazione e di mantenimento di consenso parassitario e clientelare. Bisogna uscire da questa spirale.”

 Un’ultima domanda: quale allora il ruolo dei partiti per LeG-Messina? “I partiti hanno una importante  funzione che bene ha sancito la nostra Costituzionale. Di tale ruolo essi devono sapere farsi interpreti e testimoni. Ma fino a quando la legge elettorale sarà il Porcellum, mi pare che i partiti non possano dirsi rappresentativi e l’unica risposta che resta al cittadino è il non andare a votare, o cercare candidati di per sé credibili.  A condizione che ci sia una buona legge elettorale, LeG auspica che si inneschi una spirale virtuosa tra società civile e partiti secondo una linea di comune progettazione, che guardi alle grandi questioni politiche -la costruzione di un’Europa politica-  senza perdere di vista le specificità e le questioni di politica locale; e  a tal fine si batte.