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30 giugno 08.12 Vertenza “Il detective”, l’Orsa chiama in causa il prefetto

Vertenza “Il Detective”, il sindacato ORSA chiama in causa il prefetto. “Ci troviamo costretti -scrive il segretario di categoria Francesca Fusco- dopo un periodo di lungo silenzio a denunciare, per l’ennesima volta, il disagio delle guardie armate rimaste senza lavoro dopo il trasferimento all’azienda KSM dell’appalto per la sorveglianza dei locali dell’Università di Messina. Durante l’espletamento per il trasferimento dei lavoratori dall’azienda uscente – IL DETECTIVE- alla subentrante –KSM- l’OrSA avvisò che oltre 40 guardie armate sarebbero rimaste senza lavoro e oggi si stanno concretizzando le nefaste previsioni. IL DETECTIVE srl, da circa cinque mesi tiene i lavoratori rimasti in organico in una sorta di limbo gestito con lo sfruttamento delle ferie residue in fase di esaurimento, KSM rivendica la messa in mobilità delle maestranze rimaste in forza a IL DETECTIVE per riaprire un confronto volto al ricollocamento dei lavoratori esclusi ma quest’ultima rifiuta aprioristicamente l’operazione di messa in mobilità delle maestranze. Stiamo assistendo al braccio di ferro fra due aziende con “vecchi rancori” e a pagarne lo scotto sono 40 famiglie messinesi. Intanto IL DETECTIVE non ha alcuna prestazione lavorativa da far svolgere, se non saltuari servizi di ronda notturni che occupano circa 10 lavoratori a rotazione, non ha risorse economiche sufficienti per garantire la regolare retribuzione, e non si hanno notizie certe in merito all’impiego dei lavoratori in altri appalti, allo stato attuale abbiamo soltanto un grande punto interrogativo e tanta esasperazione. In questi mesi l’azienda messinese ha dato comunicazione dell’aggiudicazione di un appalto presso il tribunale di Reggio Calabria, ma non ci è dato sapere il motivo per cui tarda l’isediamento nell’appalto visto che a domande chiare e dirette la dirigenza de IL DETECTIVE risponde in modo vago. Pur rischiando di sembrare ripetitivi crediamo necessario descrivere lo status quo, mediante step precisi:

  1. A gennaio IL DETECTIVE srl perde l’ultimo appalto (Università degli studi di Messina)
  2. Nel passaggio di appalto l’azienda subentrante assorbe soltanto 43 guardie lasciandone altrettante in organico presso IL DETECTIVE srl
  3. In questi mesi fino alla data di oggi non ha appalti in cui occupare le guardie
  4. Non riesce a garantire regolari retribuzioni
  5. Viola le normative immettendo nelle buste paga mensili dati non veritieri
  6. Atteggiamenti vessatori nei confronti dei lavoratori che saltuariamente impiegano nel servizio di ronda.

Sembra di rivivere l’esperienza del trasferimento dell’appalto di vigilanza del Policlinico quando fra promesse e proclami molte guardie armate messinesi rimasero disoccupati.

Tutto quanto esposto fornisce un quadro chiaro della situazione incandescente, le guardie, tra l’ incertezza del futuro occupazionale e della retribuzione ( è inutile descrivere come i ritardi nei pagamenti abbiano creato grave pregiudizio nella vita personale di ogni lavoratore) e la vaghezza delle risposte aziendali in merito all’ipotetico appalto di Reggio Calabria, sono pronte a porre in essere tutte le azioni possibili per rivendicare il diritto all’occupazione e arrivare ad un punto chiaro di questa vicenda che assume sempre più i connotati di una farsa tragicomica.

Per quanto esposto e per la particolarità delle maestranze, in possesso di porto d’armi, riteniamo improcastinabile un confronto di tutte le parti interessate in presenza di S.E. il Prefetto di Messina che ha diretta competenza nelle vertenze dei lavoratori armati, riteniamo altresì necessario l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro per quanto di sua competenza e dell’Ufficio Provinciale del Lavoro in qualità di garante degli accordi sottoscritti”.