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30 gennaio 07.30 Secondo Palazzo di Giustizia, intervento di reset!

La discussione ormai ventennale sul secondo Palazzo di Giustizia registra anche l’intervento del movimento reset! che chiama in causa il Consiglio comunale.

“L’iniziativa del gruppo “Gmc srl” -scrive il candidato a sindaco del movimento Alessandro Tinaglia- che con un atto stragiudiziale invita il Consiglio Comunale a decidere sulla questione relativa al secondo Palazzo di Giustizia ci riporta a discutere della “solita” gestione della cosa pubblica.

Bene ha fatto quindi il commissario straordinario Luigi Croce, dopo avere deliberato la revoca in autotutela del provvedimento della Giunta Municipale del 9 settembre 2009, a proporre al Consiglio Comunale lo scorso novembre una nuova delibera finalizzata a ratificare la graduatoria finale come formatasi a seguito dei lavori della Commissione o a tornare sul libero mercato per reperire idoneo complesso immobiliare da destinarsi ad uffici giudiziari.

Adesso il Consiglio Comunale faccia il proprio dovere e decida in fretta. Non si tratta, però a nostro avviso, di decidere se tale soluzione sia la migliore possibile, poiché tale scelta è stata già legittimata dalla gara indetta nel 2009 dall’Amministrazione Comunale che ratificava l’iter amministrativo relativo alla localizzazione del nuovo tribunale

in via Bonino. Oggi, viceversa, si tratta di far risparmiare al Comune di Messina 1,5 milioni di euro l’anno di affitti per i locali utilizzati per i servizi giudiziari che andranno integrati e razionalizzati all’interno del nuovo tribunale, di non perdere ed utilizzare finalmente il finanziamento di 18 milioni di euro del ministero di Giustizia (13 milioni di euro nel lontano 1995 ed ulteriori 5 milioni di euro nel 2004) finalizzato alla costruzione e/o acquisto di immobili da destinare ad edilizia giudiziaria e di evitare che una ditta che ha già vinto una gara si rivalga legittimamente su un’amministrazione già indebitata, che non ha ancora definitivamente scongiurato il dissesto.

Non vorremmo, quindi, che dietro la lentezza del Consiglio vi siano altre questioni e valutazioni, magari, legate a logiche di parte che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico.

A tali considerazioni aggiungiamo che la delocalizzazione di numerosi servizi giudiziari, dislocati a macchia di leopardo nel centro urbano, oltre ad avere il merito di razionalizzarli all’interno di un unico immobile consentirà, cosa non certo secondaria, di diminuire il traffico veicolare e l’inquinamento collegati a tali servizi. Le città moderne, in tutte le parti del mondo, tendono a spostare fuori dal centro abitato tutti i servizi. L’obiettivo strategico è duplice: migliorare la qualità della vita e l’accessibilità e qualificare il livello del servizio stesso”.