3 marzo 10.21 Nubifragio, l’Ordine degli Ingegneri: “Collocare i radar metereologici”

Dopo il nubifragio dell’1 marzo, prende posizione l’Ordine degli Ingegneri di Messina. “Nell’ottobre 2010 –scrive il presidente Santi Trovato- l’Ordine degli Ingegneri, nell’intento di commemorare il triste 1° anniversario dell’ alluvione del 2009, ha invitato a Giampilieri autorevoli studiosi del Politecnico di Torino, presenti anche il Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri ed il Presidente della Provincia, ed in quell’occasione fu concretamente proposta l’ installazione di innovativi Radar metereologici, dal costo molto contenuto se rapportati agli onerosi interventi di messa in sicurezza avviati dopo il disastro del 2009.

Tutto è poi passato sotto silenzio, forse perché si era già messa in moto la “macchina bellica” dei soggetti amministrativi nominati Commissari e Soggetti Attuatori dalla O.P.C.M.

Ricordiamo che con l’utilizzo di detti Radar è possibile monitorare le precipitazioni atmosferiche su vaste aree del Territorio, e quindi segnalare l’arrivo di “bombe d’acqua” prevedendone di conseguenza gli scenari di danni: in pochi, ad oggi, hanno dato risalto e seguito all’iniziativa. In alternativa è stata installata qualche sirena… e qualche cartello monitore, del tipo “Divieto di sosta in caso di pioggia”(..sic!!).

Ebbene, lungi dall’innescare sterili polemiche che non alimenterebbero altro che dichiarazioni strumentali e spesso personalistiche, con la presente rinnoviamo la proposta, lanciata lo scorso ottobre, di avviare da subito l’installazione dei Radar che peraltro sono già in dotazione da circa 1 anno alla Protezione Civile Regionale e, ci risulta, ancora non tutti messi in funzione: a miglior memoria si allega la lettera prot. N. 1456 del 2010 inviata al Presidente della Regione e alla Protezione Civile Regionale per richiedere l’installazione, sul territorio messinese, di 2 prototipi Radar messi a punto dal Politecnico di Torino.

Non è solo

un problema di risorse, come spesso viene affermato in queste occasioni, ma di adeguata programmazione degli interventi di messa in sicurezza in fase di pre-emergenza.

Non ci stanchiamo di ripeterlo: occorre agire con adeguato tempismo prima del verificarsi dei disastri per salvare non solo vite umane, ma anche per non gravare di costi esorbitanti le Casse pubbliche.

Ricordiamo che, ad oggi, sono stati impegnati tra Giampilieri e Scaletta Zanclea oltre 140 milioni di euro con fondi gravanti sul Ministero dell’Ambiente, sulla Protezione Civile Regionale e Nazionale e sulla Regione Sicilia, ed i risultati non sono stati certo incoraggianti. Dopo un anno non piangiamo vite umane ma l’origine dei danni lamentati è sempre uguale: l’assenza di una seria, e preventiva, programmazione e pianificazione degli interventi di messa in sicurezza delle aree più vulnerabili.

Quest’Ordine, consapevole delle innumerevoli criticità ambientali ed idrogeologiche del territorio cittadino, ha avviato da qualche mese una Collaborazione con le Circoscrizioni messinesi per procedere ad un preventivo esame dei più gravi fenomeni di criticità presenti in ciascun quartiere.

Tale attività potrebbe consentire al Sindaco di invertire la logica della invocazione di fondi ad evento calamitoso avvenuto, inserendo invece nella richiesta di Stato di Calamità Naturale anche l’istanza per ottenere adeguate risorse finalizzate alla redazione di un Documento programmatico in pre-emergenza sulle principali criticità territoriali segnalate.

Ci auguriamo che tutto questo lavoro svolto da diverse decine di Ingegneri messinesi, volontariamente e con grande senso civico, non vada perso tra le “nebbie” degli interessi politici dei soggetti che a vario titolo verranno successivamente coinvolti, e ribadiamo ancora una volta che un territorio sicuro è un territorio che attrae investitori e capitali, un territorio fragile e non adeguatamente messo in sicurezza, non riuscirà a prevenire neanche le emergenze, come fino ad oggi, purtroppo, è stato evidente”.

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