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3 marzo 08.44 Commissione Statuto, “Unime in protesta” risponde a Cutè e Campisi

Dopo la presa di posizione di Ivan Cutè e Francesco Campisi, i componenti della Commissione Statuto nominati direttamente dal rettore, arriva la replica del Comitato “Unime in protesta”.

“Apprendiamo dalla stampa le recenti dichiarazioni di Ivan Cutè e Francesco Campisi, membri della commissione statuto ed appartenenti ad associazioni studentesche accreditate di cui abbiamo constatato l’ossequioso silenzio nei mesi della mobilitazione contro la riforma Gelmini.

Il collettivo Unime in Protesta non intende assolutamente barricarsi dietro al muro dello scontro fine a se stesso ma, allo stesso tempo, non vuole rinunciare all’impostazione fortemente critica nei confronti dell’attuale governance dell’Università.

Dunque sentiamo l’esigenza di valutare con attenzione le aperture al dialogo da parte degli studenti Cutè e Campisi e ci impegnamo ad intervenire nel dibattito sullo Statuto, augurandoci che l’intento delle loro parole non sia esclusivamente retorico.

Ci teniamo infatti a precisare che quella di Cutè e Campisi non dovrebbe essere una “gentile concessione”. Nè ci pare possibile, considerata l’opacità dei meccanismi di nomina della intera Commissione Statuto, cercare di dare una parvenza di democrazia ad un processo di selezione dei componenti della Commissione compiuto senza la partecipazione elettorale – richiesta dall’intera comunità accademica eccezion fatta per le associazioni accreditate.

Diciamo pertanto a Cutè e Campisi che, invece di nascondersi dietro un dito affermando che sono stati “eletti” e non “nominati”, la questione “democrazia” poteva essere affrontata prima: facendo in modo che si svolgessero le elezioni decise inizialmente dal Senato Accademico e annunciate pubblicamente da Cardile, e protestando insieme a noi contro l’improvviso annullamento imposto dal Rettore. Rettore che, ricordiamo per dovere di cronaca, è Senatore della Sacer Ordo Zammarae Messanae (la Goliardia Messinese), “nominato” proprio dal “Grifo” Franciscus I, ovvero Francesco Campisi (il quale, tra l’altro, per quanto ne sappiamo, lavora proprio negli uffici del Rettorato).

Per questa carenza stutturale di attivismo democratico e per questi legami con il Rettore non proprio garanzia di indipendenza, noi non ci sentiamo rappresentati da Campisi e Cutè, come non lo sono tutti gli studenti – esclusi gli stretti “sostenitori” – poichè deprivati del diritto di votare i propri rappresentanti; ma prendiamo atto dello stato delle cose, saranno loro a far parte della commissione pur senza aver ricevuto una delega in tal senso. Dunque prendiamo sul serio la loro iniziativa e, anzi, li invitiamo a organizzare assemblee pubbliche, libere e aperte per informare su ciò che in commissione si discute e per assumersi la responsabilità del peso che la democrazia comporta: veicolare le proposte di tutti all’interno della commissione, anche quelle sgradite ai vertici universitari.

Sulla questione degli spazi autogestiti diciamo a Campisi e Cutè che saremmo anche disposti a mobilitarci per loro e le associazioni a cui fanno riferimento al fine di moltiplicare gli spazi per gli studenti all’interno dell’Ateneo: sosteniamo infatti con convinzione la vertenza avanzata dall’Udu sulla restituzione agli studenti degli scantinati inutilizzati della facoltà di Scienze Politiche. Ma siamo orgogliosi di rivendicare che l’aula ex – chimica è stata conquistata e mantenuta attraverso le lotte, prima contro la riforma Gelmini, adesso per la democrazia nell’Ateneo, e difesa dall’attacco di chi ci ha percepiti come fastidio alle sileziose manovre di potere, ricevendo il totale appoggio della Rete 29 Aprile e di movimenti civici, culturali e sindacali della città di messina. Se non abbiamo una lettigimazione giuridica ne abbiamo una culturale: da tre mesi a questa parte, nonostante non siamo affascinati da questo tipo di lessico, siamo il gruppo di studenti più “produttivo” dal punto di vista culturale con attività in programma tutte le settimane e aperte a tutti.

Invitiamo gli stessi Cutè e Campisi a richiedere par condicio anche a Eurolink che “occupa” spazi di studenti e laureati presso la facoltà di Ingegneria, causando una seria interruzione di pubblico servizio visto che quei locali sono destinati all’incubatore d’impresa per i giovani e non alla sede operativa per la costruzione del Ponte sullo Stretto.

Siamo criticabili, consapavoli dei nostri limiti e pronti ad accogliere ogni sprone a migliorarci: rivendichiamo però la nostra attitudine ad un confronto radicalmente democratico, che svolgiamo quotidianamente e in particolare nel corso dell’assemblea settimanale ogni mercoledì alle 19:00, aperta ad ogni proposta. In una città in cui la democrazia è solo optional o concessione regia ( o “baronale”) ; in cui la cultura è qualcosa di occasionale; in cui basta una forte pioggia per far franare un territorio violentato dalla cementificazione e minacciato dalla costruzione del Ponte; in cui regna la totale omertà nei confronti dei poteri che controllano le manovre politico- economiche più importanti; riteniamo necessario l’impegno, il contributo e lo sdegno di tutti e di tutte”.