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3 febbraio 10.34 Il concorso letterario intitolato al poeta Nino Ferraù aperto a tutta la Sicilia

Per la prima volta il concorso letterario intitolato a Nino Ferraù , “Il poeta nella scuola”, sarà esteso in ambito regionale. L’iniziativa, patrocinata dalla Fondazione Bonino-Pulejo, giunta alla tredicesima edizione è stata presentata stamani a palazzo Zanca, dall’assessore alle politiche scolastiche, Salvatore Magazzù, dal dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII – Aldisio, dott.ssa Francesca Impala, e dalla dott.ssa Nunziata Barone dell’ufficio scolastico regionale della Sicilia Ufficio XIV – ambito territoriale della Provincia di Messina. Sono state illustrate le novità del concorso che coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado di tutta la Sicilia. Nino Ferraù era nato a Galati Mamertino, nel 1923 e morì a Messina nel 1984. Poeta, insegnante, saggista, narratore, critico, teorico dell’arte, pittore, a 9 anni scrisse la sua prima poesia e a 19 pubblicò il suo primo libro “Diadema di Sangue”. Fondatore, negli anni ’50, dell’Ascendentismo, corrente letteraria d’indirizzo antidecadentistico ed antiermetico, codificata in un’opera di 365 massime che Virgilio Brocchi definì “una

miniera di gemme e una fonte di rivelazioni”. Ferraù diresse per oltre trent’anni la rivista “Selezione Poetica” da lui fondata, organo ufficiale dell’Ascendentismo, e fu autore di parecchie pubblicazioni di vario genere: poesia, narrativa, filosofia, critica ed arte varia, la sola produzione poetica consta di circa 150.000 versi. La personalità artistica del Ferraù e varie sue composizioni sono state commentate o inserite in oltre 600 pubblicazioni tra enciclopedie, antologie e saggi critici. Per gli ultimi 14 anni della sua carriera scolastica, insegnò nella scuola primaria di Villaggio Aldisio, ove maturò la sua predilezione per la purezza e la semplicità: “ … il fiume è più grande alla foce, ma più limpido alla sorgente …”. Nell’atrio della scuola primaria della direzione didattica villaggio Aldisio è stata apposta la lapide con i versi “…invecchierò, ma con le mani calde del respiro dei bimbi…” “Io resto qui, tra questi fiori viventi, in questa eterna primavera di bimbi e nelle gioie e nei dolori maestro resterò fino alla sera…”.