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3 dicembre 18.43 CAS, Foti (Cgil): da Crocetta un confronto immediato con i sindacati

Lettera del segretario generale della Filt Cgil di Messina Pino Foti al presidente della Regione Siciliana Crocetta, all’assessore all’Economia Bianchi e all’assessore alle Infrastrutture Bartolotta sullo stato del Consorzio Autostrade Siciliane.

“Il fatto che il Governo Regionale si interessi del CAS -scrive Foti- non può che trovarci entusiasti, vista la condizione in cui è ridotto l’ente, anche a causa del lungo periodo di disinteressamento dimostrato dal precedente esecutivo Lombardo. Ma interessarsi veramente significa stabilire, una buona volta, come la Regione vuole concretamente gestire la rete autostradale dell’Isola, e quali cambiamenti a tal fine siano più utili.

Allo stato attuale l’ente pubblico regionale non economico ha vinto, almeno per ora, la partita con Anas, e Ministero infrastrutture, che ne avevano revocato la concessione, ma è fermo in una situazione di impasse, stretto tra il desiderio finora non appagato di una società mista appunto con Anas, sulla scorta di quanto già avvenuto in altre regioni, e l’ingessamento della sua natura sociale, che ne limita qualsiasi azione.

L’accordo con Anas farebbe venir meno le ragioni dello scontro e, vista l’esperienza di quest’ultima, sarebbe di grande aiuto ma, soprattutto, servirebbe alla Regione Siciliana per mantenere la sua presenza nel settore, a meno che non si voglia cedere il consorzio ai privati, oppure che si voglia continuare a gestire questo importantissimo volano di sviluppo così come fatto negli ultimi anni e quindi con gli stessi deludenti risultati conseguiti.

Il CAS infatti, oltre a generare in prossimità di elezioni un interminabile valzer di commissari non ha prodotto molto né sul piano delle manutenzioni stradali (centinaia sono state le violazioni riscontrate che hanno messo a rischio la revoca della concessione) né sul piano occupazionale, dato che l’inadeguamento  dell’organico, per quantità e qualifiche, è uno dei principali motivi delle difficoltà dell’ente che continua a reggersi anche grazie ad una buona dose di storico precariato.

Il riassetto dell’organico secondo le reali esigenze dei servizi è richiesta che attende da tempo una adeguata soluzione, ma, come se non bastasse il disinteresse dei vertici, è intervenuto anche un parere del CGA ad ostacolare qualsiasi percorso. Con il privatistico Contratto Collettivo di Lavoro per i dipendenti delle Autostrade, quello finora applicato, sarebbe infatti bastata un semplice intesa tra le parti per ridefinire l’organico, ma il CGA ha invece chiesto che per l’ente pubblico regionale non economico sia applicato il Contratto Collettivo Regionale di Lavoro.

Ciò significa in parole povere costruire un nuovo contratto individuando ex novo mansioni e qualifiche, inquadrarlo nelle fasce previste per i dipendenti regionali e limitarsi quindi ad una semplice operazione di cosmesi, visto che le procedure per il pubblico impiego oggi sono ancor più farraginose ed impediscono ancora di riconoscere al personale le mansioni svolte finora, così come bloccano la stabilizzazione del precariato.

Il Governo regionale dovrà quindi prima decidere cosa fare delle proprie autostrade, strumento indispensabile per qualsiasi progetto di rilancio economico e a meno che non voglia ripercorrere la strada dei commissariamenti o trasformare l’ente in S.p.A., si troverà davanti ad un bivio: la privatizzazione o la società mista con Anas.

La condizione dei bilanci della Regione e la quantità di investimenti di cui l’arteria necessita, non consentono oggi di lanciarsi in avventure e c’è quindi da immaginare che il Governo Regionale possa alla fine essere tentato di fare cassa o di individuare soluzioni mediane per dividere i costi mantenendo la presenza.

Che il Governo regionale scelga la società di capitali oppure che la privatizzi o che infine raggiunga l’intesa con Anas per una società mista, il contratto collettivo regionale di lavoro diverrà a quel punto inutile, perché  tutte queste soluzioni adottano lo stesso contratto che si applica da Reggio Calabria in su, ovvero il rimpianto Contratto Collettivo di Lavoro per i dipendenti delle autostrade.

Se si vuole risparmiare tempo, allora si cominci col definire quale ruolo dovranno avere e come dovranno essere gestite le autostrade e su questo si avvii immediatamente il confronto con il sindacato ed i lavoratori”.