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3 aprile 15.07 Edilizia e lavoro nero, i dati della Filca Cisl

La crisi del settore edile della provincia è stato al centro del consiglio generale della Filca di Messina che si è tenuta nella mattinata di ieri presso la sede della Cisl.
Infatti, dal raffronto dei dati forniti dalla Cassa Edile risulta che nel 2010 gli operai occupati sono stati 11.687 contro i 12.761 del 2009.
Un dato evidenziato dal segretario provinciale della Filca, Giuseppe Famiano, che si è rivolto alla classe politica messinese affermando che “non è più possibile più tollerare la loro indifferenza, è arrivata l’ora di svegliarsi e affrontare con determinazione le problematiche del comparto edilizio”.
“Per fronteggiare la crisi e rilanciare il settore edilizio – ha aggiunto Famiano – siamo pronti a dare il nostro contributo nell’interesse dei lavoratori e delle imprese. Intanto sarebbe opportuno costituire un gruppo di lavoro per il rilancio del settore edilizio, composto da rappresentati del comune, della provincia e del comparto edilizio. L’obiettivo deve essere la sottoscrizione di un Patto per l’edilizia pubblica”.
Il Patto per l’edilizia dovrebbe avere come finalità il monitoraggio delle opere pubbliche per controllare periodicamente lo stato di realizzazione e il rispetto della tempistica programmata,
la realizzazione di una mappatura completa di tutte le opere già finanziate e immediatamente cantierabili per poterne velocizzare l’avvio e la conseguente apertura dei cantieri. Infine la programmazione di nuove opere pubbliche.
E qui l’appello di Famiano a velocizzare la macchina burocratica, a sbloccare le gare, ferme da giugno 2010. “Chiediamo l’apertura dei cantieri per i 65 interventi che la Provincia regionale di Messina deve effettuare sulle strade provinciali – ha detto il segretario della Filca messinese – si tratta di interventi per complessivi 34 milioni 700 mila euro, finanziati non solo dalla Provincia, ma anche dai fondi della Regione e del Ministero delle infrastrutture”.
La nota dolente è arrivata sul raddoppio ferroviario Messina-Catania. “Il finanziamento non c’è più – ha spiegato Famiano – perché è stato dirottato altrove e non si parla più del raddoppio del binario ferroviario sulla linea Messina-Palermo, perché la nostra provincia è stata tagliata fuori dai grandi investimenti infrastrutturali visto che il piano diinvestimenti infrastrutturali prevede la realizzazione dell’alta velocità o alta capacità ferroviaria tra Catania e Palermo”.
La Filca ha ricordato come la Regione abbia dato il via libera a 1703 progetti per cantieri di lavoro che saranno avviati in 389 comuni. I cantieri avranno una durata media di 90 giorni e impiegheranno 300 mila disoccupati, con una paga giornaliera di 31 euro.
“Anche se questo progetto della Regione viene considerato come un’ottima opportunità per i disoccupati siciliani – avverte Famiano – dobbiamo tenere presente che l’impegno di spesa per la Regione si aggira sui 190 milioni e alla fine

per i lavoratori è prevista la corresponsione di una paga senza alcuna copertura contributiva. In Sicilia è ancora di moda l’assistenzialismo, i politici non capiscono che i lavoratori hanno bisogno di certezze e questa distribuzione di soldi, se così la possiamo chiamare, non elimina la piaga della disoccupazione. Sarebbe stato più opportuno, per la Regione, stabilire che i comuni dovevano affidare i lavori alle imprese edili, ricorrendo come una volta ai cottimi fiduciari e solo così i lavoratori, oltre ad avere un salario, avrebbero avuto anche una copertura contributiva”.
Sui temi del lavoro nero, la Filca ha avviato da tempo una vera e propria battaglia. Chiedendo innanzitutto l’istituzione in Prefettua di un tavolo sul lavoro nero, ma soprattutto avviando presso la sede della Filca lo Sportello anti-lavoro nero dove i lavoratori – in forma anonima – possono denunciare condizioni di lavoro non regolari.
“Dal primo incontro in Prefettura – ha evidenziato Famiano – è emerso che a Messina nel 2010 ci sono stati 280 controlli ispettivi, 234 sono stati i lavoratori irregolari di cui 129 quelli in nero. Mentre 30 cantieri sono stati sospesi e 1 sequestrato. Ancora, però, stiamo aspettando che l’assessore al lavoro del Comune di Messina fornisca una mappatura completa dei cantieri edili che avevano presentato la denuncia di inizio attività o che erano stati destinatari di rilascio di concessioni edilizie. Questa attività può essere l’inizio di una collaborazione proficua che può fornire un quadro completo della situazione”. Al Consiglio Generale era presente anche il segretario regionale della Filca, Santino Barbera, che ha chiesto alla politica “a tutti i livelli, attenzione per il settore edile e i lavoratori perché il settore delle costruzioni è quello che può creare economia e occupazione in tempi brevi. Siamo pronti ad attuare anche forme di protesta comune per comune, marce per il lavoro, manifestazioni, per mettere il tema del lavoro al centro del dibattito della comunità”.
Il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese ha rilanciato l’impegno “affinché a Messina si ponga equilibrio nelle costruzioni, si evitino gli scempi a cui ancora assistiamo e si proceda a un organico piano di riqualificazione urbana ed edilizia del patrimonio degradato. Si realizzino – ha chiesto Genovese – tutti gli interventi necessari a tamponare qualsiasi altro disastro idrogeologico e si ponga attenzione alle condizioni strutturali degli edifici pubblici e privati. A tal proposito, ben venga il manifesto condiviso con il genio civile per affrontare nel merito l’argomento e non lasciarlo alla casualità o nelle mani del fato in caso di scosse sismiche. L’impegno della Cisl – ha concluso Genovese – prosegue con attenzione, responsabilità, coerenza e non con populismo, demagogie o inutili scioperi generali che sanno solo di contrapposizione politica e non risolvono i veri problemi della gente”.