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3 agosto 07.30 Scuola, la Sicilia avvia l’iter per opporsi alla razionalizzazione della spesa

La Regione siciliana potrebbe proporre ricorso davanti alla Suprema Corte contro la legge 111 riguardante “razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica” approvata dal Parlamento il 15 luglio scorso. Il Presidente della Regione ha, infatti, chiesto urgentemente all’ufficio legislativo e legale se sussistano gli elementi per ritenere che il comma 4 dell’art. 19 violi le prerogative statutarie siciliane.

“Dall’anno scolastico 2011/2012 – recita l’articolo in esame – la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado. Gli istituti comprensivi, per acquisire l’autonomia, devono essere costituiti da almeno 1000 alunni…”

Secondo la Regione siciliana, questa disposizione di legge confligge con gli articoli 14 e 17 dello Statuto i quali assegnano competenza legislativa primaria alla Sicilia in materia di scuola elementare e competenza concorrente in materia di scuola media e universitaria. Sulla specifica materia, inoltre, la Regione ha gia’ legiferato in maniera differente. Gli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 6/2000 e successive modificazioni dettano disposizioni relative al dimensionamento delle medesime istituzioni ed al riconoscimento dell’autonomia scolastica e dell’attribuzione di personalita’ giuridica, definendo in maniera chiara le funzioni e i compiti della Regione.

Oltre alla violazione delle prerogative regionali in forza dello Statuto la Sicilia lamenta la lesione del principio costituzionale di leale collaborazione essendo stata stabilita dallo Stato, unilateralmente, la soppressione di autonomie scolastiche, anche in Sicilia, senza la necessaria preventiva interlocuzione con la Regione, titolare di competenze proprie.