29 marzo 16.45 Vertenza Palumbo, dura presa di posizione di Cgil e Uil

Vertenza Palumbo: i segretari generali di Fiom Cgil e Uilm Uil – Enzo Sgrò e Pasqualino Rizzo – intervengono rivendicando la correttezza e la responsabilità del lavoro svolto a tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori, e replicano duramente ai “paladini dell’ultima ora” che paiono mossi da interessi poco limpidi.

“In relazione alla vicenda dei Cantieri Navali Palumbo le OO.SS. Fiom – CGIL e Uilm – UIL -scrivono i due segretari- evidenziano quanto segue:

1) l’impegno del Sindacato confederale ha fatto sì che riaprissero i cantieri ex Smeb e che si facesse un affidamento a bando pubblico considerando la migliore offerta;

2) le OO.SS. hanno ripetutamente contestato a Palumbo il mancato rispetto a tutt’oggi degli impegni in merito alla consistenza dell’occupazione presso detto cantiere, e si sono anche spese nelle sedi istituzionali per rimuovere gli ostacoli che non consentono ancora di occupare tutte le aree oggetto del bando e rischiano di fornire alibi all’azienda;

3) nella attuale situazione, di incontestabile crisi di tutti i cantieri navali, trovare una soluzione alla problematica occupazionale immediata garantendo ai lavoratori l’utilizzo degli ammortizzatori sociali diventa atto conseguente di responsabilità, sia pure con le dovute garanzie in merito alla rotazione del personale, come prevede l’accordo recentemente sottoscritto dalle scriventi e dalla RSU nella piena legittimità; peraltro le stesse Organizzazioni che contestano il verbale di CIG, arrivano a prevedere la stessa soluzione e pertanto

non si capisce in che cosa consisterebbe la contestazione stessa.

Le scriventi Organizzazioni non sono interessate a mere polemiche cittadine, e non intendono fare sponda, anche involontaria, a manovre tendenti a sponsorizzare questo o quell’altro Ente, o interessi che preferiscono restare nell’ombra.

FIOM e UILM ritengono che rimettere in discussione la titolarità della concessione del cantiere nella situazione attuale risulterebbe oltremodo azzardato, per le lungaggini che si porterebbe appresso, per la mancanza di valide alternative (che peraltro non si sono palesate neanche al momento del bando) e non garantirebbe certezze immediate ai dipendenti, che devono in ogni caso portare mensilmente reddito a casa.

Appaiono pertanto fortemente ingiusti e ingenerosi i giudizi sommari espresso nei giorni scorsi da quanti in passato sono risultati assenti e si improvvisano paladini dell’ultima ora nel sostenere posizioni estemporanee ( la gestione “in house” del cantiere .., la requisizione delle aree)

Ritengono altresì dannoso fomentare ulteriormente spaccature e tensioni tra i lavoratori, per le cui aspettative hanno grande considerazione e continueranno a battersi con responsabilità e determinazione per costringere l’azienda al rispetto degli impegni e le istituzioni a fare altrettanto riguardo la destinazione a scopo industriale di quelle aree.

In questo senso l’appello di Confindustria ad una sollevazione cittadina per iniziative che consentano una ripresa della cantieristica nella Zona Falcata, nello spirito che ha animato a suo tempo i sottoscrittori del protocollo per la creazione su quell’area di un polo di eccellenza nel settore, va accolto e il Sindacato farà la sua parte fino in fondo”.

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