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29 marzo 15.32 ATM, i sindacati avviano le procedure di raffreddamento

I segretari generali di Filt Cgil Fit Cisl e Uiltrasporti Messina hanno inviato oggi una nota al Comune e al Prefetto per denunciare la situazione ormai insostenibile dell’ATM. Richiesto un incontro urgente e il pagamento delle 2 mensilità arretrate.

“Nonostante le nostre denunce sull’allarmante peggioramento delle condizioni dell’ATM e sul protrarsi del ritardo degli stipendi, che ha raggiunto ormai due mensilità -scrivono i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cis e Uiltrasporti- codesta Amministrazione, e financo il Consiglio Comunale, non hanno ancora inteso porre in essere alcun provvedimento e, men che meno, dire chiaro e tondo almeno quali siano le proprie intenzioni in merito.

Dai dati relativi al taglio dei trasferimenti regionali, illustrati dalle scriventi OO.SS., emergeva chiaramente già da tempo l’impossibilità per l’azienda a superare i primi mesi dell’anno senza un adeguato intervento che mutasse il volume dei servizi ed offrisse liquidità per nuovi e necessari investimenti.

Il problema, com’è perfettamente a Vs. conoscenza, riguarda un bilancio dimezzato, dai tagli operati in finanziaria e dai debiti contratti con la regione, un parco mezzi limitato e sempre più obsoleto, incapace quindi di attrarre un maggior numeri di utenti e di aumentare i chilometri su cui riceve poi

i contributi, e non ultimo il permanere dell’illegittima veste giuridica di azienda speciale, a cui l’ATM è purtroppo comunque
obbligata dalla mancata approvazione dei bilanci degli anni precedenti.

Argomenti dunque risaputi che, però, ognuno per la parte che gli compete si guarda bene dall’affrontare preferendo, molto più utilmente, continuare a far addossare ai lavoratori ogni responsabilità, puntando
magari sulla loro crescente esasperazione per giustificare ogni rinvio o addirittura lo smantellamento della società.

Ma chi amministra la città sa bene che la stessa natura giuridica dell’azienda fa si che i debiti di una azienda speciale ricadano direttamente sul bilancio comunale e che ogni ipotesi di chiusura non dispenserebbe le casse comunali da questo obbligo, bensì accelererebbe la dichiarazione di dissesto e casserebbe la possibilità di ripagare, attraverso i proventi di una azienda risanata, quelle passività.

Abbiamo atteso un segnale ed abbiamo pazientato, non senza difficoltà, che l’amministrazione indicasse secondo la normale prassi una studiata strategia, ma purtroppo abbiamo ricevuto in cambio solo ingiustificabili rinvii. Chiediamo pertanto un urgente confronto di merito e l’attivazione di misure immediate volte a garantire le retribuzioni dovute, preavvisando in caso contrario il ricorso ad azioni di protesta.

La presente vale come avvio delle procedure di raffreddamento previste dalla normativa vigente”.