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28 novembre 11.05 Cesv, conclusi i lavori sul welfare

“Il volontariato, ancora di più in tempi di crisi, deve costituire un soggetto proteso al cambiamento delle politiche sociali. Il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato è proprio quello di spinta propulsiva nel segno dei diritti e della giustizia sociale, della cittadinanza attiva e della partecipazione democratica, sapendo interloquire con le istituzioni e i politici, nel rispetto dei ruoli, senza supplenze. La gravità delle emergenze continue che investono il nostro territorio, con i recenti eventi tragici causati dall’alluvione, non possono non far riflettere, in un contesto in cui vanno ripensate le politiche di sostegno ai più deboli. Registro positivamente la disponibilità dei rappresentanti delle istituzioni siciliane a confrontarsi su questi temi, dopo anni di abbandono del welfare da parte della Regione Sicilia”, ha affermato il docente universitario Antonino Mantineo, presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Messina, nel corso di un’animatissima giornata sul tema “Quali politiche di welfare in Sicilia? I Centri di Servizio siciliani e il volontariato si interrogano a 10 anni dalla loro istituzione”, che si è svolta sabato 26 novembre presso il Palazzo della Cultura “Antonello da Messina”. Nell’Anno Europeo del Volontariato, il Cesv di Messina, in collaborazione con gli altri Csv della Sicilia (Cesvop di Palermo e Csv Etneo) e con il Co.Ge – Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato Regione Sicilia, e con il patrocinio della Regione Siciliana, ha promosso infatti un momento di confronto sullo stato delle politiche sociali nella Regione Sicilia. “Noi volontari dobbiamo essere i soggetti democratici protagonisti di un nuovo sviluppo dei beni comuni e delle politiche sociali in Italia, diventando un vero soggetto del rinnovamento nel nostro Paese. Nessuno è credibile quanto noi”, ha affermato a sua volta lo studioso Guido Memo (Centro Studi “Res Polis”). In una realtà allarmante, “con il taglio del 77 per cento nelle politiche sociali e il 26 per cento in Sicilia di giovani e donne che non hanno prospettive di lavoro né sono destinati ad averle”, come ha evidenziato la consulente Cesv per la Formazione Maria Lucia Serio, “i Csv siciliani costituiscono una realtà di eccellenza, per qualità e impegno, e molto può essere ancora fatto nel campo di progetti sperimentali innovativi”, ha sottolineato a sua volta Vito Puccio, presidente del Co.Ge. Sicilia, organismo di controllo dei Centri di Servizio, che ha fatto un excursus storico sul percorso avviato dieci anni fa con la nascita dei Csv siciliani. All’incontro è intervenuto anche il reggino Luciano Squillaci, neo vicepresidente di CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), che ha denunciato “uno smantellamento culturale dello Stato sociale, mentre i modelli filantropici riprendono spazio a danno dei diritti di cittadinanza. In questo contesto i Csv devono dar vita a un nuovo modello, specie al Sud, per fronteggiare tutto questo”. Subito dopo, si è passati alla seconda sessione, con molti interventi dei volontari, coordinata da Rosario Ceraolo, direttore del Cesv Messina, che ha insistito sulla necessità che il volontariato incida sempre di più sulle politiche pubbliche. Il programma è continuato, per la terza sessione dei lavori, con una tavola rotonda su “Le politiche di welfare nella Regione Sicilia”, coordinata dal presidente del Cesv Mantineo, e con gli interventi dei deputati regionali Giovanni Ardizzone e Giuseppe Laccoto (presidente della Commissione regionale Sanità e Servizi sociali) e del presidente del Co.Ge. Sicilia Vito Puccio, e con Andrea Piraino, assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali della Regione Sicilia, al quale sono state affidate le conclusioni. Per l’assessore Piraino “è inutile negare: i soldi non ci sono più. Nel 2008 i fondi sociali dello Stato erano 2 miliardi e 500 milioni, mentre nel 2011 saranno solo 349 milioni. Di conseguenza, istituzioni e volontariato devono agire insieme per passare a un nuovo modello di welfare, rendendo la crisi un’opportunità per una riorganizzazione dei servizi, con un nuovo ruolo imprenditoriale del Terzo Settore”. Per l’onorevole Laccoto occorre procedere, “come la Commissione da me presieduta sta facendo, a un’integrazione socio-sanitaria sempre più efficace, a sostegno dei più deboli”. Per l’onorevole Ardizzone, “la legislazione regionale, penso a quella sulla famiglia di cui sono stato relatore, è all’avanguardia, ma poi l’inefficienza burocratica e amministrativa vanifica il tutto. Io mi batto per dare attuazione alle leggi che abbiamo: le amministrazioni si attrezzino adeguatamente e la Regione eserciti poteri sostitutivi, se gli enti locali non garantiscono servizi. Così come va denunciata l’assenza di Protezione civile ed esercito a Saponara. Lì erano presenti, in occasione del disastro, solo volontari e vigili del fuoco”. A sua volta, il presidente del Co.Ge. Sicilia Puccio ha auspicato il ripristino di strumenti “come l’Osservatorio regionale del Volontariato e la Conferenza regionale, soppressi dalla Regione, per riprendere un confronto serio fra istituzioni e volontari e ridare rappresentanza all’azione volontaria”.

Santi Mondello, vicepresidente del Cesv e governatore regionale delle Misericordie, ha chiesto all’assessore Piraino di “ripristinare il rimborso per le spese assicurative a favore dei volontari e di togliere i costosi balzelli annuali per il rinnovo delle convenzioni con le associazioni sanitarie che svolgono servizi essenziali, come quello nelle ambulanze”, oltre a mostrare apprezzamento per la proposta di legge dell’onorevole Ardizzone a favore dell’esenzione dei bolli di assicurazione per le organizzazioni di volontariato. Dal segretario della Cgil Lillo Oceano al presidente dell’Avis Sicilia Domenico Alfonzo e alla vicepresidente del Cepas di Messina Enza Sofo, molti gli interventi che hanno auspicato un rapporto serrato del volontariato con le istituzioni, lontano da un modello clientelare, a favore di un welfare che metta al centro la persona in una realtà, come quella siciliana, che vede il 44 per cento di bambini in condizioni di povertà. “Dalla difficoltà oggettiva di incontrare la politica, con un dialogo serio, da parte del volontariato, siamo partiti per sollecitare l’incontro con la politica. Il volontariato è un soggetto collettivo capace di costruire una democrazia egualitaria, ancora di più di fronte a una crisi mondiale dei mercati, a sostegno dei soggetti più deboli, nel segno di una cittadinanza attiva e consapevole. Il volontariato deve essere un soggetto politico capace di sollecitare le istituzioni per il cambiamento sociale, senza svolgere azione di supplenza all’attività delle istituzioni, e di partecipare alla crescita democratica del Paese. In questo ambito i Csv devono svolgere un ruolo decisivo per fare crescere le nostre comunità. Anche la spesa sociale può essere elemento della crescita democratica e un’opportunità, se si favoriscono nuovi meccanismi, lontano da un modello assistenziale”, ha ribadito il professore Mantineo, che ha auspicato, come presidente del Cesv, “una sana capacità d’indignazione, ma propositiva, di fronte alle minacce che minano la democrazia, a favore di un’altra economia da proporre. In questo contesto, è prezioso il confronto con la politica per trovare insieme le soluzioni”.