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29 marzo 08.01 Centro commerciale Misterbianco, ricorso al Tar di Confcommercio Sicilia

Un forte segnale quello che Confcommercio Sicilia ha voluto mandare durante la conferenza stampa in cui il presidente regionale Pietro Agen e il presidente provinciale Riccardo Galimberti hanno spiegato le motivazioni del ricorso al Tar presentato dalla Federazione contro il centro commerciale Le Tenutelle di Misterbianco.
Una presa di posizione per fare chiarezza su un difetto di aspetto legale nella richiesta di proroga del 2011 ritenuta costruita su presupposti infondati e da ricondurre essenzialmente alla inerzia della proprietà.
Ad illustrare i fatti il presidente regionale di Confcommercio Pietro Agen:
“Con questo ricorso ad un soggetto esterno, il Tar appunto, sollecitiamo un approfondimento giuridico – legale già chiesto nella Conferenza dei servizi del 31 gennaio 2011 che, nella valutazione dei motivi della chiesta proroga, ha omesso di compiere una adeguata ed opportuna istruttoria preliminare. Si rileva difatti – dice Agen – che la nascita del nuovo centro commerciale integrato ha reso necessaria una modifica dell’assetto viario, attivata su richiesta del Comune di Misterbianco, ma la stessa non può definirsi risolutiva della nuove problematiche in quanto non ha valutato a pieno l’impatto sulla viabilità che la nuova struttura determinerebbe. Circostanza non valutata a pieno dalla Conferenza dei Servizi. Si evidenzia, inoltre, che compito determinante della Conferenza dei Servizi è proprio l’analisi della connessione tra nuovi flussi veicolari determinati dal centro e dall’assetto viario, l’analisi delle ripercussioni e della criticità dei nuovi flussi veicolari, la verifica e determinazione degli interventi sull’assetto viario. Elementi questi che riteniamo non oggetto di adeguata e motivata valutazione. Gli studi di impatto (commerciale, urbanistico, ambientale, viabilità, occupazionale) infatti, devono essere valutati dalla Conferenza dei Servizi ai sensi della Legge R. 28/99 e del D.P.R.S. 165/2000 ma nel caso in esame, invece, la Conferenza dei Servizi non ha mai valutato il nuovo studio d’impatto sulla viabilità benché si siano resi necessari interventi in materia e ciò su espressa richiesta del Comune, palesandosi, pertanto, un grave difetto d’istruttoria”.
Dopo questa premessa il presidente Agen ha fatto notare tra l’altro come le condizioni di viabilità dell’area interessata dal centro sono completamente diverse rispetto al 2003, ovvero all’anno in cui la Conferenza dei Servizi autorizzò il rilascio dell’autorizzazione commerciale, previa valutazione degli studi d’impatto, ivi compreso quello sulla viabilità e ciò in quanto, nuove grandi strutture commerciali, di ampie dimensioni, sono state attivate nelle immediate vicinanze del nascente centro commerciale. Vedi Porte di Catania, Centro Commerciale all’Ingrosso, IKEA e tra poco il MAAS). Strutture che inevitabilmente, stanno già incidendo in modo fortemente gravoso e

penalizzante sulla viabilità della tangenziale.
“C’è poi la mancanza di motivi giusta causa –. conclude Agen – Le cause addotte a supporto della richiesta di proroga dell’autorizzazione commerciale ed il lungo lasso di tempo trascorso dal rilascio dell’originaria autorizzazione lasciano trasparire una inerzia del richiedente negli anni dal 2005 al 2008 e ancora più palese tra il 2008 e il 2010”.

Di seguito riportiamo l’iter amministrativo e la cronistoria dei fatti

• Conferenza Servizi 08/01/2003 determina parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione amministrativa
• Autorizzazione rilasciata il 01/03/2005
• Proroga autorizzazione il 22/09/2008 di mesi 22, fino al 31/12/2010
• il 15.10.2009 nuova compagine societaria

• il 30/09/2010 richiesta proroga di mesi 12 mesi

• il 31/01/2011 la conferenza dei servizi autorizzata proroga fino al 31/12/2011.Esito votazione : favorevoli Comune di Misterbianco e Regione Siciliana; contrari Camera di Commercio Catania e Provincia Regionale di Catania. La proroga viene concessa poiché in caso di parità prevale il voto della Regione.
La proroga può essere concessa per cause di forza maggiore non dipendenti dalla volontà del
richiedente (e per motivi, ovviamente, non riconducibili ad inerzia del richiedente o alla
realizzazione di varianti al progetto volute, appunto dal richiedente).

Nella richiesta di proroga vengono addotte le seguenti motivazioni:

a) modifica assetto viario su richiesta del Comune:
in realtà, sembra che la richiesta di modifica sia riferibile a nuove esigenze della ditta
richiedente, la FENIX SRL, ;

b) sistemazione idraulica Vallone Cubba:
autorizzazioni richieste solo nel 2009, con evidente inerzia del richiedente.;

c) fenomeni metereologici:
piogge tra Agosto 2009 e Febbraio 2011 provocano ritardo di 4 mesi;

d) proroga concessione edilizia:
si evince che la proroga della C.E. viene concessa anche in relazione a varianti in corso
d’opera. Sicchè si ammette, inconsapevolmente, che la nuova ditta subentrante è costretta a
ricorrere a variante al progetto originario! Fattore questo che sembra costituire il motivo del
ritardo e della richiesta di proroga.