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28 marzo 11.21 XIII Rapporto Almalaurea, i laureati di Messina e il lavoro

Il XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto a livello nazionale 400mila laureati, conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato. Persiste dunque la crisi, in un contesto in cui i segnali di ripresa dell’economia a livello mondiale vedono l’Italia con tassi di crescita più ridotti; permangono così forti incertezze sulle prospettive dell’occupazione e particolarmente sugli squilibri che penalizzano le donne, il Mezzogiorno e, soprattutto, i giovani.
L’indagine ha riguardato complessivamente 5.800 laureati dell’Università di Messina. La sintesi qui riportata riguarda: 2.737 laureati triennali e 1.018 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Messina nel 2009 e intervistati dopo un anno; 403 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Messina nel 2007, intervistati dopo tre anni; 1.069 laureati pre-riforma del 2005, intervistati dopo cinque anni.
L’analisi deve considerare la situazione del Mezzogiorno e il divario, dal punto di vista occupazionale, tra Nord e Sud: a cinque anni dalla laurea tra i laureati residenti al Nord il tasso di occupazione è pari all’87%, contro il 74% rilevato tra i colleghi del Sud. Per i titoli di primo livello la prosecuzione degli studi con la laurea specialistica contraddistingue in particolare i laureati del Sud, i quali risultano iscritti ad un corso di secondo livello, indipendentemente dalla condizione lavorativa, nella misura del 60% (contro il 52% del Nord).
Infine, occorre contestualizzare l’analisi sui laureati tenendo conto delle condizioni economiche del territorio di riferimento: complessivamente il tasso di disoccupazione giovanile del 2009 a Messina è del 36%; in Sicilia è del 38,5% (è il 36% nel Mezzogiorno, il 25% in Italia).
I laureati dell’Università di Messina del 2009
alla prova del lavoro
L’indagine ha coinvolto, con tassi di risposta elevatissimi, intorno al 91%, 2.737 laureati triennali e 1.018 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Messina nel 2009 e intervistati dopo un anno, nel 2010.
Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell’Università di Messina è pari al 37%, un valore inferiore alla media nazionale (46%).
Tra gli occupati triennali dell’Università di Messina, un quarto è dedito esclusivamente al lavoro, mentre l’11% coniuga la laurea specialistica con il lavoro. Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 56%: il 45% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, l’11% studia e lavora. 14 laureati triennali di Messina su cento non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.
Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 43 laureati su cento di primo livello di Messina, più della media nazionale (39%). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge 40 laureati su cento di Messina; è il 43% nel complesso dei laureati.
Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori di poco inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello di Messina guadagnano 978 euro mensili netti contro 982 euro del complesso.
L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro.
Cosa avviene, dunque, ai laureati specialistici a un anno dalla laurea?
A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 47%; un valore inferiore alla media nazionale del 56%. Il 16% dei laureati continua la formazione, come a livello nazionale. Chi cerca lavoro è il 37% dei laureati specialistici di Messina, contro il 28,5% del totale laureati.
A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 57 laureati su cento dell’Università di Messina, un valore superiore alla media nazionale (35%). Il lavoro atipico coinvolge il 30% dei laureati specialistici di Messina contro una media nazionale del 46%. Il guadagno è sostanzialmente in linea con la media nazionale: 1.031 euro mensili netti, contro i 1.078 del complesso dei laureati specialistici.
Tendenze del mercato del lavoro nel medio periodo:
esiti occupazionali a tre e cinque anni dal titolo
Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano.
Per la prima volta vengono indagati i laureati biennali specialistici di Messina a tre anni dal titolo: sono 403 quelli coinvolti nell’indagine, con un tasso di risposta dell’88%. Il 59% è occupato; è il 75% nel complesso dei laureati specialistici a tre anni. Il 14% risulta ancora impegnato nella formazione. Chi cerca lavoro è il 27,5%. La quota di occupati stabili è del 60% (la media nazionale è del 62%). Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1.151 euro mensili netti (il guadagno è di 1.313 a livello nazionale).
I laureati dell’Università di Messina del 2005 (sono 1.069 laureati pre-riforma quelli indagati, con un tasso di risposta del 73%), intervistati dopo cinque anni raggiungono un tasso di occupazione del 70%. La stabilità coinvolge il 65% dei laureati e il guadagno arriva a 1.265 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1.321.