28 febbraio 11.45 Accordo Pubblico Impiego, la Cgil verso lo sciopero

La Segretaria Generale della FP CGIL, Clara Crocè, ha riunito venerdì scorso il direttivo provinciale della categoria , presente anche il Segretario Generale della camera del lavoro Lillo Oceano per discutere dell’Accordo separato per il pubblico impiego sottoscritto da CISL e UIL e non dalla FP CGIL.

“Dopo Pomigliano e Mirafiori, CISL FPS e UIL FPS firmano un pessimo accordo ancora una volta una volta si barattano i diritti dei lavoratori per prestare soccorso al governo -dichiara Clara Crocè Segretario Generale della FP CGIL- la firma dell’accordo arriva nel momento di maggiore difficoltà per il Ministro Brunetta che dopo anni di annunci è precipitato agli ultimi posti nella classifica dei Ministri graditi ai cittadini . Cittadini che ormai si sono resi conto che al di là degli annunci nella pubblica Amministrazione nulla è cambiato, anzi sono peggiorate le condizioni di lavoro e di erogazione dei servizi ai cittadini .La riforma Brunetta si è rivelata un bluff che criminalizza i lavoratori e non ha migliorato l’erogazione dei servizi ai cittadini , lo dimostrano le file agli sportelli , le liste di attesa negli ospedali mentre dilaga sempre più la corruzione che secondo i rapporto annuale della Corte dei conti , nel 2010, è cresciuta del 30%. Non è pensabile di poter apportare delle migliori organizzative prescindendo e dalle risorse umane, licenziando il personale precario,e assegnando alla dirigenza i poteri di vita o di morte , in materia di organizzazione e carichi di lavoro, di valutazione del personale, sfuggendo ad ogni confronto preventivo e successivo superando così ogni vincolo contrattuale conquistato negli anni.

L’accordo sottoscritto da CISL e UIL conferma il blocco dei salari per i prossimi tre anni; non stanzia risorse per la contrattazione decentrata; vengono confermati i tagli dei lavoratori precari. Si precostituisce un modello contrattuale per escludere la CGIL che, fino a prova contraria , è il sindacato più rappresentativo del pubblico impiego su tutto il territorio nazionale.

A tutto ciò si aggiunge la dichiarata volontà di governo, di CISL e di UIL, di non procedere al rinnovo delle RSU si toglie il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici ad eleggere un proprio rappresentante.

La FP CGIL -continua Crocè-

chiede la stabilizzazione dei lavoratori precari, il rinnovo delle RSU, sblocco del turn over, occorre pensare a un piano per l’occupazione giovanile ( 30% di disoccupazione) che possa portare efficienza nella pubblica amministrazione specialmente in quei settori dove è diminuita in questi anni la forza lavoro( vigili del fuoco , polizia penitenziaria, giustizia etc.) . Via le limitazioni ingiustificate al salario e alla carriera Meno tasse per il lavoro dipendente occorre tagliare gli sprechi , e non gli stipendi dei lavoratori. Il Paese ha bisogno di una pubblica amministrazione forte e consapevole del suo ruolo di garanzia dei diritti di cittadinanza, e non di un’amministrazione “privatizzabile” in base alle convenienze della classe politica: che sia attraverso l’esternalizzazione dei servizi, l’elargizione di consulenze o l’uso a fini elettorali dei bilanci pubblici- dichiara Crocè -tagli necessari sono quelli agli sprechi, alle clientele, al malaffare. I costi della politica sono cresciuti nell’ultimo decennio del 40% ad un ritmo doppio degli aumenti delle buste paga. E’ ora di dire basta ad un sistema che penalizza sempre i più deboli, non garantendo l’equità sociale. Annualmente vengono spesi 250 milioni di euro per il Parlamento e ben oltre 40 miliardi per mantenere i costi delle cariche politiche e fiduciarie di 20 regioni, 8.102 comuni, 112 province, 365 comunità montane, 215 consigli circoscrizionali, 25 mila società partecipate, 250mila consulenze e centinaia di altri enti costosi e inutili. Sono la spesa pubblica gestita irresponsabilmente e una evasione fiscale fuori controllo, i veri buchi neri che assorbono i soldi dei contribuenti che pagano le tasse. Eliminarli vuol dire restituire ossigeno alle casse dello stato e degli enti, senza mettere a repentaglio il funzionamento dei servizi e i bilanci delle famiglie.

Con l’approvazione del Parlamento del decreto Milleproroghe , circa 100.000 persone che oggi lavorano con contratti precari nella pubblica amministrazione da domani andranno ad ingrossare le file dei disoccupati e altre 110.000 mila vedranno nel 2012- conclude Crocè- La risposta a queste scelte non può essere altra che lo sciopero generale del pubblico impiego per contrastare questi provvedimenti che penalizzano i lavoratori , i precari e i giovani i nostri figli che saranno costretti ad emigrare all’estero”.

Per i prossimi giorni sono state fissate assemblee su tutti i posti di lavoro la mobilitazione dei lavoratori della Funzione pubblica culminerà nello sciopero del 25 marzo.

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