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27 settembre 07.30 Lavorare per costruire la Messina di domani

Dal nostro lettore Emanuele Ferrara riceviamo e pubblichiamo:

“Gentile Redazione, raccolgo l’invito di Alessandro Tinaglia per lanciare un progetto di idee affinchè la Messina del domani possa essere una città completamente diversa da quella attuale. Messina ha urgente bisogno di risposte concrete e chiede più legalità, più condivisione e più partecipazione, ma soprattutto chiede più lavoro.

Molti messinesi si illudono ancora di risolvere i loro problemi delegando persone impreparate alla gestione del bene pubblico, promuovendo da anni una classe politica corrotta e invereconda che ha messo in ginocchio la città sempre più condizionata da personalismi, affarismi e privilegi che  hanno prodotto miseria, inefficienza e ritardi.

Siamo per numero di abitanti la tredicesima città d’Italia, ma per senso civico, innovazione tecnologica, crescista culturale e servizi, siamo putroppo tra le ulttime città del paese. Tutti noi siamo consapevoli dei nostri difetti e delle nostre debolezze, ma siamo altresì convinti delle enormi potenzialità che una città come la nostra potrebbe esprimere.

Messina deve riscoprire la bellezza del suo mare, deve creare benessere per tutti i suoi cittadini, deve reagire. Sviluppo e cambiamento non devono spaventarci. Abbiamo bisogno di persone oneste che si riconoscono nei principi e nei valori della correttezza e della lealtà, ma abbiamo anche necessità di competenze e di impegni concreti e disinteressati.

Se la politica ha il compito di dare risposte concrete, non può farlo stando chiusa nel palazzo! Non ci può rivolgere ai cittadini soltanto nel periodo elettorale! Troppo comodo e troppo scontato! Gli uomini e le donne che vorranno veramente cambiare questa città, dovranno farlo con la vocazione di un servizio offerto alla propria comunità senza scopi di lucro.

Solo così potremo rinascere, promuovendo un laboratorio di idee e di programmi condivisi, che getti le basi della Messina che verrà. Il laboratorio potrebbe chiamarsi la “Nuova Messina”  e dovrebbe promuovere i seguenti temi: 1) Tagliare drasticamente i costi della politica amministrativa, eliminando tutti gli enti inutili, riducendo il numero degli assessori, e abolendo quelle consulenze legate a progetti mai realizzati; 2) Risanamento del territorio con sbaraccamento definitivo e generale di tutte le aree interessate, con censimento pubblico e trasparente di tutte coloro che hanno diritto alla casa popolare; 3) Riqualificazione delle periferie con la creazione di spazi adibiti a verde pubblico attrezzato per bambini e anziani; 4) Massima cura del centro cittadino, con rispetto tassativo delle regole e della sicurezza, con la partecipazione di un corpo volontario di addetti alla vigilanza ed alla segnalazione delle infrazioni; 5) Recupero degli spazi verdi con piantumazione di alberi la dove sia possibile, coinvolgendo i comitati di quartiere e crando un grande “Parco Urbano” nell’area dismessa dell’ex Ospedale Militare; 6) Investire sul turismo con la riqualificazione dell’area fieristica con la creazione di tutte quelle infrastrutture adatte ad accogliere i croceristi che vogliono fermarsi in città; 7) Riqualificazione dell’intera zona falcata che attende solo di essere ricompresa in tutte le sue enormi potenzialità, con la realizzazione di un “Grande Museo del Mare” stile acquario di Genova che richiamerebbe migliaia e migliaia di visitatori, con delle ricadute occupazionali notevoli su tutto il territorio; 8) Sostegno alle idee innovative con la formazione di una “Agenzia per lo sviluppo” capace di attrarre capitali e inziative imprenditoriali. Tale agenzia, avrebbe il compito di valutare, scegliere, e finanziare le idee dei giovani imprenditori e dei ricercatori, valorizzando anche le capacità creative degli artigiani, dei professionisti,  e dei lavoratori; 9) Risolvere il gravissimo problema della raccolta dei rifiuti, promuovendo l’uso delle energie rinnovabili, con una campagna informativa ed educativa che favorisca l’uso della raccolta differenziata con il supporto di un moderno e sicuro termovalorizzatore che risolva definitivamente l’annoso problema dell’immondizia; 10) Incremento del servizio pubblico con il completamento della linea tranviaria fino al Villaggio Faro nella zona nord, e la metropolitana di superficie fino a Giampilieri nella zona sud, con la promozione di autobus ecologici e la formazione di un’unica Compagnia dei Trasporti regionali.

E’ chiaro a tutti che un programma di questo genere, sarebbe strettamente legato ad una grande opera di risanamento che, una volta avvenuta, su vasta scala in tutto il territorio comunale, offrirebbe ai nostri giovani numerevoli opportunità. Cosa ci vieta dunque di pensare in grande? Perchè non spendersi in una grande prospettiva di cambiamento e di lavoro? Perchè non ritrovare la propria specificità nel nostro meraviglioso mare? Perchè non creare le condizioni che rendano compatibili le vocazioni di un porto commercaile e di un porto turistico con la riqualificazione urbana e ambientale dell’intera città? Perchè non promuovere il ritorno di qualche antico mestiere istituendo delle vere e proprie scuole sulla “lavorazione dell’argento” che molti illustri artigiani praticavano con successo prima del terremoto? Perchè non rilanciare la “cantieristica navale” insieme alle attività portuali ferme ormai da anni?

Se il problema è dunque politico dobbiamo avere la forza di rompere definitivamente quella cappa di indifferenza che ci opprime e che ci separa dal resto del paese. Ma sia ben chiaro, la vittoria degli onesti si basa su due fattori fondamentali: la competenza e il disinteresse, virtù ahimè molto rare di questi tempi. Ma se vogliamo risorgere dobbiamo crescere tutti sotto l’aspetto civico e legale e per fare ciò abbiamo bisogno di mobilitare le coscienze dei cittadini, non v’è altra strada credetemi. Qui gioca un ruolo primario l’informazione, che insieme alla partecipazione ed alla mobilitazione può essere il valore aggiunto che può spingere le migliori energie della città ad un grande investimento che faccia tornare Messina ai fasti di un tempo.

Spero dunque che la parte migliore della città reagisca con la consapevolezza che questa volta Messina deve cambaire pagina, ne va del futuro dei nostri figli che non possono più assistere passivamente al degrado civile e morale di una città che può e deve assolutamente risorgere!”.