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28 aprile 07.39 Al via oggi gli appuntamenti per il referendum di giugno

Daoggi, con l’affissione del manifesto di “convocazione dei comizi elettorali”, espressione tecnica per indicare la data di votazione per i Referendum 2011, si avviano gli appuntamenti e le scadenze, collegate alle date del 12 e 13 giugno, fissate per lo svolgimento delle elezioni dei quattro Referendum popolare. L’appuntamento referendario riguarda quattro quesiti, i cui decreti presidenziali di indizione sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2011. Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili, sono: a) referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione; b) referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma; c) referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale

di norme; d) referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. Le operazioni di voto avranno inizio domenica 12, alle ore 8, e si protrarranno sino alle 22, mentre nella giornata di lunedì 13 gli elettori potranno recarsi alle urne dalle ore 7 sino alle 15. Per poter votare alle elezioni per il Referendum, il cittadino italiano deve avere compiuto il 18° anno di età ed essere iscritto nelle liste elettorali. Secondo quanto stabilito dal decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ai cittadini che, per recarsi nei comuni di residenza in occasione delle elezioni, utilizzeranno l’aereo, sarà rimborsato il 40 per cento del biglietto di andata e ritorno, modificando la norma del 1969, che prevedeva agevolazioni per i cittadini che utilizzano il treno. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore.