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26 settembre 20.04 Guerra nello Stretto, i sindacati rompono le trattative con Caronte e Tourist

FILT CGIL, FIT CISL, UILT UIL, FIMA CONFSAL, UGL MARE e USCLAC UNCDIM comunicano che questa sera si sono nuovamente rotte le trattative e che pertanto nemmeno il nuovo confronto con Caronte e Tourist avuto negli ultimi due giorni è valso purtroppo a far recedere l’azienda dal proposito di ridurre del 25% il costo del lavoro. 

I sindacati, che hanno continuamente contestato all’azienda come in realtà il taglio annunciato sia soltanto l’ultimo in ordine di tempo e che quindi va ad aggiungersi a quello già operato negli ultimi mesi, hanno manifestato alla società tutta la loro contrarietà ad una riduzione così drastica, invitandola pertanto  a rivedere la propria posizione. 

La riduzione del numero di equipaggi in organico per lo Stretto, significa per i sindacati fissare al punto più basso i livelli dei servizi, e smantellare di fatto quel meccanismo di flessibilità che le parti avevano faticosamente costruito, e che finora ha consentito a Caronte e Tourist di governare le oscillazioni del mercato. 

Per i sindacati di categoria, il taglio che Caronte e Tourist intenderebbe assestare, in un colpo solo, a lavoro e salario è inaccettabile e sproporzionato ed oltre a depotenziare  l’offerta societaria impedisce qualsiasi flessibilità, sovraccaricando di conseguenza il restante personale. 

FILT CGIL, FIT CISL, UILT UIL, FIMA CONFSAL, UGL MARE e USCLAC UNCDIM considerano le proposte alternative avanzate finora dagli armatori insufficienti ed inadeguate per governare serenamente, soprattutto in un momento così delicato, le attuali difficoltà. 

Le organizzazioni sindacali hanno messo in guardia l’azienda rispetto al fatto che una tale intransigenza possa alla fine far crescere l’esasperazione tra i marittimi e rendere di conseguenza ancor più difficile la ricerca di una intesa, invitano la società a desistere dai propri intendimenti, a non mettere in atto alcuna azione di riduzione ed a riformulare un nuovo ventaglio di proposte. In caso contrario saranno costrette loro malgrado ad attuare azioni di protesta.