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26 gennaio 16.31 Dimissioni Aliberti, la Cisl: “L’accaduto la punta di un iceberg”

“L’accaduto non ci lascia né sgomenti né attoniti. Rischia, semmai, di essere la punta di un iceberg”. Il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese interviene così sulla vicenda dei contributi assegnati dall’assessorato ai Servizi Sociali e sulle dimissioni dell’assessore Pinella Aliberti.
“Auspichiamo – prosegue Genovese – che sia un momento di definitiva riflessione e di assunzione di responsabilità per tutti. Dal sindaco agli assessori, ai consiglieri comunali, alle forze politiche e anche a tutti gli attori sociali ed istituzionali. La gestione della cosa pubblica, sempre ma ancor di più oggi in un contesto di crisi e di minori risorse, obbliga a orientare bene, con oculatezza, ogni centesimo disponibile”.
Secondo il rappresentante della Cisl messinese in queste occasioni si corre il rischio di generalizzare e di condannare l’intero sistema accomunando colpevoli e innocenti. “E’ certo però – sottolinea Genovese – che chi amministra sia trasparente e non si metta nelle condizioni di essere accusato per possibili interessi e per probabili conflitti. Quante volte, infatti, ci siamo tutti espressi rispetto a partecipazioni più o meno interessate di pubblici amministratori in cooperative o associazioni con incarichi e contratti o anche solo con

finanziamenti o contributi del comune ? Troppo, infatti, è il chiacchiericcio e troppi sono i fantasmi che aleggiano intorno a molta parte della politica messinese e all’esercizio del ruolo non sempre orientato al bene comune”.
La Cisl chiede al Sindaco di intervenire con forza per chiarire ogni aspetto della vicenda e di fare altrettanto anche in altri settori, forse più delicati e più pericolosi, della macchina amministrativa comunale, “perché – spiega Genovese – altrimenti anche la colpa in vigilando diventa una piena responsabilità. Chiediamo, inoltre, che la spesa a qualsivoglia titolo operata dall’amministrazione diventi finalmente pubblica e trasparente affinché si sappia perché, dove, chi e verso cosa vengono orientate le poche risorse a disposizione, così che non sia consentito a nessuno approfittarsi del ruolo per sprecare anche un solo centesimo a fronte dei bisogni più o meno grandi di una comunità per la gran parte afflitta da povertà, disoccupazione e disagi quotidiani”.
“Non vogliamo – conclude Genovese – ergere nessuno di noi a censori o ispettori, ma riteniamo che l’etica e la trasparenza debbano riavere la meglio sul malaffare, sugli sprechi e sulle malversazioni, per difendere, invece, quanto di buono è stato fatto, si fa e si deve ancora fare”.