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25 settembre 19.12 Tinaglia (Reset): esiste una via di mezzo tra politica e antipolitica

Alessandro Tinaglia

Lettera aperta del candidato a sindaco del Movimento Reset Alessandro Tinaglia.  

“Da oltre un anno -scrive Tinaglia- abbiamo scelto di occuparci del futuro della nostra città in prima persona. Non crediamo, e ciò che accade in questi giorni dal Lazio a Palermo ce ne dà conferma, che il problema sia solo quello di cambiare, o come piace dire a qualcuno rottamare, la classe politica e dirigente attuale: in questi anni abbiamo visto anche alcune persone di qualità, poche in verità, in ruoli importanti per lo sviluppo della città.

Nessuno però è riuscito a incidere, a cambiare le cose, a invertire l’apparentemente inarrestabile declino. Il problema, è ovvio, non può essere legato solo alle persone ma soprattutto al metodo utilizzato. Chiariamo, a scanso di equivoci, che anche quei personaggi ai quali riconosciamo qualità non hanno avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di lasciare questo sistema e i propri posti di potere e di denunciare come quel modo di fare politica renda impossibile cambiare le cose, se non in peggio.

Giusto, quindi, cambiare e cercare altre persone, persone che vivono le difficoltà della città sulla propria pelle, persone che amano Messina e riescono a immaginare un futuro nella propria terra, ma altrettanto giusto è immaginare un altro approccio.

Esiste, e la stiamo sperimentando con Reset! da oltre un anno, una via di mezzo tra la politica partitica ed autoreferenziale che ha fallito almeno negli ultimi venti anni e l’antipolitica che sceglie, irresponsabilmente, di limitarsi ad attaccare e criticare i responsabili della situazione attuale.

Questa via di mezzo si realizza in una “ideologia” che fa del fare, del risolvere le questioni aperte, insomma del bene della città e dei cittadini il proprio principale e fondamentale obiettivo. Scegliere di concertare e condividere i temi dello sviluppo non si significa, però, cedere alla demagogia per arrivare in qualunque modo al consenso, viceversa concertare e condividere è solo il primo passo per la risoluzione delle questioni che non può che essere affidata a chi in merito a quelle cose è realmente competente.

E’ un percorso complesso, ce ne rendiamo conto, che si immagina di attuare una “rivoluzione culturale” che però pensiamo possibile, anzi indispensabile.

Non siamo mai stati una città rassegnata, abbiamo reagito con orgoglio e forza a terremoti e guerre: se continuiamo a pensare che la storia di Messina sia quella del fallimento degli ultimi quaranta anni facciamo un grande errore, perché le nostre radici sono fatte di orgoglio e cultura.

Questo è un fatto, è storia. Si può cambiare ma per farlo serve che tutti comprendiamo che questo è probabilmente ” l’ultimo treno”.  Adesso si tratta di essere responsabili, di smettere di dire che tutto fa schifo, di rispettare chi prova a cambiare le cose mettendoci la faccia e pagando in prima persona la scelta di provarci.

Non serve rassegnazione, serve sostegno e fiducia nel cambiamento, serve amore e rispetto per questo posto e soprattutto per questa gente, per noi stessi. Smettiamo di parlare male di Messina e dei messinesi:  è venuto il momento di rimboccarsi tutti le maniche e cominciare a costruire una “città possibile”, alternative non ne abbiamo.

In conclusione, mi permetto di rivolgermi a Giuseppe Grioli (segretario cittadino del PD, ndr), messinese e uomo che stimo, al quale riconosco onestà intellettuale, una persona per bene, come poche:

“Giuseppe, scusami ma credo che sia contradditorio e poco plausibile, oltre che davvero poco credibile, parlare di cambiamento, di rinnovamento, quando il proprio riferimento è Genovese o Buzzanca, D’Alia o Briguglio o qualunque altro dei personaggi che hanno caratterizzato la storia degli ultimi decenni della politica messinese!

Questi signori, tutti, ci hanno dimostrato con i fatti che Messina ed i messinesi sono il loro ultimo pensiero”.