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25 settembre 09.27 Aicon, i leader dei Forconi Mariano Ferro incontra i lavoratori

Oggi alle 14.30, Mariano Ferro, candidato del Popolo dei Forconi alla Presidenza della Regione, incontrerà i lavoratori Aicon Yacht Spa, ancora in attesa di conoscere il loro futuro lavorativo, davanti ai cancelli del cantiere delle imbarcazioni di lusso di Giammoro. 

“Siamo seriamente preoccupati per il nostro futuro e se pensate di decidere per noi sappiate che non ci stiamo e  faremo sentire alta la nostra protesta: il Popolo dei Forconi è con noi. Esordiscono così i dipendenti Aicon, in una nota- non pensate che sia propaganda politica, comunque vadano le elezioni loro saranno sempre al nostro fianco. Mariano Ferro candidato alla Presidenza della Regione Sicilia, sarebbe venuto ugualmente a presiedere l’assemblea.  Per noi dipendenti Aicon è l’ultimo treno della speranza, non chiederanno i nostri voti, siamo liberi di votare in piena autonomia, il Popolo dei Forconi viene solo ed esclusivamente per aiutarci”.

L’Aicon è un marchio di prestigio, un cantiere da imbarcazioni di lusso realizzato da maestranze siciliane, capaci e professionali che sono diventate un valore umano inestimabile. “Perdere questa risorsa per la Sicilia significa uccidere le potenzialità di sviluppo e di lavoro. La crisi ha ucciso il mercato delle imbarcazioni di lusso  – dice Mariano Ferro  esternando la sua vicinanza ai dipendenti – La normativa e la pressione fiscale su questi beni di lusso impediscono la ripartenza”.

Il leader dei Forconi Mariano Ferro

Le 360 famiglie dei lavoratori Aicon Yacht Spa, sono in attesa di conoscere il loro futuro lavorativo e se questo sarà possibile espletarlo nell’azienda che realizzava barche di lusso. Ad oggi, i lavoratori hanno solo ricevuto delle “non risposte”. La situazione sembra contornata da un alone di mistero, ma i cassintegrati sono stanchi di continuare a non potere sapere quale sarà il loro futuro. Stanchi di essere tenuti all’oscuro sul loro futuro lavorativo e stanchi di vivere da cassintegrati, sempre in attesa che l’Inps sblocchi dei pagamenti sempre in ritardo. Da sempre hanno soltanto chiesto di poter lavorare e non essere parassiti dello Stato. Chiedono che qualcuno dia loro delle informazioni serie, perché la stanchezza psicologia potrebbe portare anche a proteste eclatanti: “Siamo disperati e come tali non abbiamo più nulla da perdere  ci stanno ipotecando anche l’anima e nessuno fa niente. Questo non è vivere in uno Stato Democratico ma in uno Stato dove i furbi restano impuniti perché hanno protezioni dall’alto e certo non ci riferiamo alla religione”. 

“La vostra battaglia è la nostra battaglia e non finisce oggi -il leader dei Forconi esprime così la sua vicinanza ai dipendenti.  Questo è solo il  punto di partenza per difendere gli interessi dei lavoratori. Mi farò carico, insieme al Popolo dei  Forconi, di indirizzare le vostre giuste istanze perché questo genere di attività  non deve morire”.