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25 gennaio 19.12 Accordo Fiat, la Cisl: “Un’opportunità per favorire investimenti nella nostra provincia”

“Messina non è Torino. Ma l’accordo per Mirafiori potrebbe avere ricadute positive anche per i lavoratori metalmeccanici delle aziende della nostra provincia”. Tonino Genovese, segretario generale della Cisl di Messina e Antonino Alibrandi, segretario provinciale della Fim Cisl di Messina, confrontano la vicenda Fiat alle numerose vertenze in atto nel territorio messinese che interessano i lavoratori metalmeccanici. “Investimenti, naturalmente in proporzione, come quelli della Fiat su Torino e Pomigliano – affermano Genovese e Alibrandi – potrebbero rimettere in moto tutta l’industria messinese, ormai allo sfascio. E’ il principio che ha mosso questi investimenti la linea che intende seguire la Fim unitamente alla Cisl: premiare la produttività dei lavoratori, valorizzare e utilizzare a pieno regime gli impianti presenti sul territorio, evitare che le aziende siano ‘invogliate’ a trasferire la produzione altrove”.
Accordi in deroga che, secondo la Fim nazionale, servono a garantire i lavoratori sulla continuità di impiego in imprese che vogliono investire. “Con la Fiat – spiegano Genovese e Alibrandi – si è ottenuto un aumento di salario annuo a fronte di un impegno di garantire 18 turni lavorativi settimanali, concordati anticipatamente con una commissione composta da sindacati e datore di lavoro. Ebbene – ricordano Genovese e Alibrandi – alle Acciaierie di Giammoro già vengono effettuati 20 turni settimanali, i lavoratori continuano ad effettuare regolarmente 40 ore settimanali come previsto dal contratto e, nei mesi scorsi, è stato siglato un accordo in deroga firmato anche dalla Fiom Cgil che ha consentito di evitare il licenziamento di circa 50 dipendenti da anni a tempo determinato e, anzi, di stabilizzarli”.
La Fim Cisl ha sollecitato la Regione Sicilia ad attivare, su base provinciale, percorsi di incentivazione per le aziende che vogliono investire creando nuova occupazione sul territorio. “Ci sono aziende che vogliono investire – sostengono Genovese e Alibrandi – le Acciaierie ne sono una prova: 100 milioni di euro investiti nella costruzione di un nuovo impianto non possono restare un esempio isolato. Si dovrebbero valorizzare creando attorno le infrastrutture necessarie per lo sviluppo e a Giammoro sarebbe quel pontile richiesto da tempo. Ma anche in città, perché non incentivare aziende a investire sul territorio, rispolverando anche l’accordo sul distretto della cantieristica navale siglato ma mai

attivato. Così anche Rodriquez, che vive un momento difficile con tutta la forza lavoro in cassa integrazione, potrebbe decidere di investire a Messina e non pensare di de localizzare la produzione”.
“Ribadiamo – sostengono i segretari di Cisl e Fim – la proposta già lanciata dalla Cisl diversi mesi fa. Siamo pronti a sostenere la proposta di derogare temporaneamente ai contratti di lavoro nazionale a fronte di mille nuovi posti di lavoro nel territorio messinese”.
La Fim Cisl di Messina è impegnata in numerose assemblee aziendali con i lavoratori per illustrare i contenuti dell’accordo di Mirafiori. “Un accordo – affermano Genovese e Alibrandi – osteggiato e strumentalizzato con uno sciopero esclusivamente politico come quello di venerdì organizzato dalla Fiom Cgil. Un accordo, però, che rappresenta una grande opportunità”.
La Cisl e la Fim intendono evidenziare alcuni punti utilizzati nella campagna di mistificazione. “Non è vero che è stato abolito lo sciopero, che resta un diritto individuale costituzionalmente garantito – spiegano Genovese e Alibrandi – non è vero che l’azienda può far lavorare 10 ore al giorno, non è vero che si perderanno gli scatti d’anzianità. Il salario aumenterà, i minuti di pausa in meno saranno retribuiti 32,5 euro in più al mese. Si contrasterà, inoltre, l’assenteismo anomalo a ridosso di ferie e riposi, ma la malattia resta tutelata dalla legge e dalla contrattazione. Quello che ha richiesto Fiat è soltanto il pieno utilizzo degli impianti, che significa lavoro e piena occupazione in cambio di un investimento da un miliardo di euro, salari maggiorati e anche partecipazione degli operai agli utili dell’azienda, come del resto avevamo proposto la scorsa estate e ribadito non più di un mese fa per le municipalizzate della nostra città. Sta a noi cogliere le opportunità positive e valorizzare un grande investimento per l’azienda più grande d’Italia che muove l’economia del Paese”.
La Cisl e la Fim Cisl di Messina auspicano pertanto che le Istituzioni locali e regionali avviino al più presto percorsi di incentivazione agli investimenti nel territorio siciliano e messinese. Le aziende devono sapere che in Sicilia è possibile fare industria, che vi sono le professionalità e le condizioni per investire creando nuova occupazione. “Come sindacato – concludono – siamo pronti a sostenere e condividere questa sfida”.