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24 ottobre 11.53 Taormina, a rischio i lavoratori della ristorazione del Sirina

Dopo vent’anni rischiano di perdere il lavoro a causa di pasticci burocratici nell’indifferenza delle istituzioni. È quanto sta accadendo ai 15 lavoratori del servizio ristorazione e bar dell’ospedale Sirina di Taormina, senza stipendio ormai dallo scorso aprile. La vicenda, denunciata dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Messina, nasce sei mesi fa quando dopo un’ispezione dei Nas l’allora direttore generale dell’ASP 5 Poli revocò d’urgenza il servizio alla Gemeaz Cuisine titolare dell’appalto per affidarlo a cottimo ad un’azienda delle zona. La nuova impresa, violando la legge che prevede la tutela dei posti di lavoro e quindi il passaggio del personale nei cambi di gestione, non assunse i 15 lavoratori, rimasti da allora in una sorta di limbo e senza stipendio per consentire un loro eventuale riassorbimento all’espletazione della gara d’appalto intanto indetta.

Nel frattempo, anche dal punto di vista formale, l’Asp5, da cui dipende il Sirina, ha firmato all’Ufficio provinciale del lavoro un verbale nel quale si riconosce il diritto alla riassunzione del lavoratori. Espletata la gara però, l’azienda vincitrice -La Cascina- rifiuta la riassunzione dei 15. Più volete sollecitato a tutela dei lavoratori che ormai da vent’anni operavano al Sirina e per il rispetto della legge, il nuovo commissario dell’ASP5 Manlio Magistri non ha ancora fatto nulla. “Siamo davanti ad una situazione paradossale -spiegano i tre sindacati. Per vent’anni, ad ogni cambio di appalto e nel rispetto della legge, questi 15 lavoratori sono stati garantiti. Ora con questa vicenda che tra l’altro cade in un momento delicato come quello elettorale nel quale tutti sperano di potere ottenere risposte alle loro esigenze, questi lavoratori  nonostante la legge li tuteli, si trovano senza stipendio da oltre sei mesi e rischiano di non riuscire a rientrare al lavoro. Occorre un forte senso di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte affinché si possa trovare la giusta  soluzione a questa vertenza”.