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24 ottobre 09.52 INPS, Cgil, Uil e Cisal contro le norme della spending review

Anche a Messina, come in tutte le sedi INPS d’Italia, continua la protesta  contro  le norme contenute nella Spending Review e nel DDL di stabilità 2013.

“Provvedimenti che, come più volte ribadito -dichiarano Crocè, Segretario Generale della FP CGIL, Biondo, Segretario generale della UIL PA e La Porta, Segretario generale della Fialp Cisal- se portati a compimento metteranno, di fatto, in ginocchio l’organizzazione dell’Ente ed i servizi da esso erogati, ponendo, tra l’altro, in discussione il ruolo e la centralità della previdenza pubblica. Infatti è impensabile mantenere i livelli quali/quantitativi raggiunti in questi anni con un taglio di ben 4.000 unità e, nel contempo, con un attacco al fondo di Ente, derivante dall’art. 18 della Legge 88/89 che, come forse non sanno i ministri professori, è servito e serve per finanziare specifici progetti, tra cui quelli relativi a contrastare l’evasione e l’elusione contributiva.

I risparmi di spesa possono essere effettuati operando su tutte le voci improduttive degli enti, sui veri sprechi, sulle inutili e costose duplicazioni come l’eccessivo e spesso immotivato ricorso a società di consulenza, gli affidamenti esterni per la gestione del patrimonio immobiliare, le spese logistiche e ad esempio accelerando l’unificazione delle sedi centrali e periferiche di Inps e Inpdap o razionalizzando la spesa nel settore informatico, vero buco nero della spesa di questi enti. Il Governo Monti e il Ministro dell’Economia Grilli dovrebbero abbandonare la loro ossessione per la riduzione dello spazio pubblico e iniziare ad ascoltare chi, come gli esperti – concludono Crocè, Biondi e La Porta -gli operatori del settore e le organizzazioni sindacali, possono individuare le disfunzioni e le aree della nostra spesa pubblica improduttiva senza colpire i servizi e il salario dei lavoratori”.