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24 marzo 19.35 Triscele, futuro incerto con botta e risposta tra azienda e sindacati

Futuro difficile per la Triscele, azienda produttrice di birra di proprietà della famiglia Faranda, con botta e risposta tra l’azienda ed i sindacati. Da un lato c’è la Cgil che in un comunicato annuncia che “la famiglia Faranda, dopo un periodo di difficoltà produttiva, ha sospeso qualunque attività produttiva e ha annunciato il licenziamento di tutti i lavoratori, 42 unità di personale”. Stando al sindacato, dopo un incontro aziendale con il segretario provinciale della Flai Cgil Giovanni Mastroeni e la RSU, si è deciso di proclamare lo stato di agitazione, cui hanno fatto seguito la richiesta di convocazione all’Ufficio provinciale del Lavoro ed una comunicazione al Prefetto.
“A distanza di tre anni –dichiara Mastroeni- pur avendo incontrato le naturali difficoltà di affermazione dei nuovi prodotti e forse anche a causa della crisi del consumo della birra che nel corso dell’ultimo anno in Italia ha visto una contrazione pari a oltre il 7%, appare incomprensibile la scelta della proprietà che scarica tutte le difficoltà sul futuro dei lavoratori”.

Ben diversa la posizione dei vertici dell’azienda, che in un comunicato stampa sottolineano che “riteniamo doveroso chiarire come tali affermazioni non rispecchino, in alcun modo, decisioni assunte dalla società. Infatti pur non negando una situazione di difficoltà congiunturale, determinata da molteplici fattori ed avente reso necessario il ricorso ad un contratto di solidarietà (già conclusosi per il primo anno ed in attesa di approvazione da parte del Ministero per il secondo), possiamo soltanto affermare come, in realtà, risulti da tempo avviato soltanto un momento di confronto sereno e costruttivo con il sindacato. Indirizzato a valutare ed individuare, di concerto appunto con le parti sociali e nell’ambito di un indispensabile processo di riorganizzazione aziendale, tutti gli opportuni strumenti finalizzati ad una complessiva gestione sia della delicata situazione occupazionale, che del sostegno al reddito”.