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24 marzo 10.01 Autogestione Università, ormai è scontro tra il rettore e gli studenti di “Unime in protesta”

Nel corso della serata ormai trascorsa, giorno mercoledi’ 23 marzo, durante il seminario del Dott. Camarata sulla psichiatria, previsto prima della proiezione del film di A. Celestini “La pecora nera” (nell’ambito del cineforum sugli “universi concentrazionari”) le guardie giurate che presidiano il Rettorato hanno ricevuto dalla pro-rettrice De Pasquale l’ordine di impedire agli studenti interessati l’accesso all’Università dalle ore 20.00 in poi. Fino a questa mattina, il nostro collettivo era in trattativa con i vertici dell’Ateneo, i quali non avevano alluso, in alcun modo, alla possibilità di un’eventualità del genere: alcuni di noi dentro, con la possibilità di starci fino alla fine delle nostre attività, e tutti gli altri studenti fuori, impossibilitati ad accedere ad un’iniziativa scaturita dalla nostra feconda auto-gestione di uno spazio il cui senso risiede proprio nella sua apertura alla comunità studentesca ed alla città. Considerando quanto stava accadendo estremamente grave – decine di studenti lasciati fuori dall’Università mentre chiedevano solo di partecipare ad un momento culturale – abbiamo deciso di consentire lo svolgimento (poi impedito dal susseguirsi degli eventi) di quello che consideriamo un servizio pubblico assumendoci la responsabilità di aprire comunque le porte dell’Università.
Siamo infatti fermamente convinti che gli studenti abbiano piena cittadinanza all’interno dell’ Ateneo, e che ne costituiscano una delle anime più importanti: questa semplice considerazione assume un rilievo ancora maggiore se si pensa che l’Università di Messina è al centro di delicatissime vicende giudiziarie (non certo per responsabilità degli studenti che si sono mobilitati contro la riforma Gelmini) e che fino a qualche mese fa era persino intenzionata a concedere una laurea honoris causa al dittatore Ben Alì. E’ a partire da queste premesse che consideriamo nostro diritto un riconoscimento sincero delle nostre istanze. Per questo, e per la rilevanza che le vicende universitarie hanno per tutta la città, non siamo più disposti ad accettare interlocuzioni semi-privatistiche tra una nostra delegazione e i vertici dell’Ateneo: questa sera, per esempio, la pro-rettrice De Pasquale (dopo essere giunta all’Università su invito dei vigilantes) si è rifiutata di dialogare con noi non appena abbiamo manifestato l’intenzione di riprendere con una telecamera la nostra discussione; ed un mese fa il Rettore – a fronte della nostra pacatezza e della nostra attitudine al confronto critico – ci ha cacciati fuori dai suoi uffici gridando e mostrando scarsissima attenzione riguardo alle nostre idee. Crediamo imprescindibile, a questo punto, che l’intera comunità accademica (docenti, ricercatori, studenti) venga investita di questa questione. Per questo chiediamo che chi fino a questo momento ha agito considerandosi una sorta di Faraone, dotato del diritto di non dare spiegazioni a nessuno (se non nelle forme da lui decise), accetti un confronto pubblico – di fronte alla stampa e ai mezzi di informazione – sulla condizione dell’Università nella nostra città. Davvero siamo noi il problema più rilevante? Davvero la nostra fitta attività sociale e culturale, riconosciuta da autorevolissimi interlocutori esterni all’Ateneo (il Cesv, il Museo del Fango, l’ingegnere capo del genio civile Sciacca, l’Unione per la cultura, la Rete No Ponte), è motivo di preoccupazione per un’Università che avrebbe questioni ben più cogenti e drammatiche con cui misurarsi? Le nostre richieste, quelle di cui vorremmo discutere pubblicamente, ci sembra individuino invece nodi cruciali: riguardano, infatti, i diritti di tutti gli studenti e di tutte le studentesse.

Chiediamo:
– il risanamento dello stato di degrado e di dismissione in cui versano gran parte delle strutture di questo Ateneo (ci risulta ad esempio che all’interno dei laboratori della facoltà di Farmacia, quando piove, si riscontrino puntualmente infiltrazioni d’acqua);

– la gratuità dei trasporti via mare per gli studenti pendolari e dei servizi di trasporto per gli studenti con sede universitaria in provincia ( pensiamo alle sedi distaccate di Barcellona P.G. Noto, etc); l’implementazione dei servizi di navetta che collegano il capolinea del tram ai Poli Universitari dell’Annunziata e del Papardo: consideriamo infatti il diritto alla mobilità essenziale o comunque meritevole di una discussione approfondita;

– il rimborso delle tasse – in percentuale proporzionale al numero di corsi non effettuati nell’anno accademico 2010\2011- per tutti gli studenti che, subendo sulla propria pelle i tagli al Sapere pubblico e la mortificazione del ruolo dei Ricercatori imposti dalla riforma Gelmini, non hanno avuto la possibilità di frequentare i corsi previsti per il proprio corsi di laurea;

– l’apertura di aule studio e\o luoghi di cultura e socialità extracurriculare in ogni plesso universitario
– la fine dell’occupazione di uno spazio, che doveva essere destinato alle giovani imprese, da parte di Eurolink – general contractor della società Stretto di Messina per la costruzione del Ponte sullo stretto. Occupazione a nostro avviso abusiva, dacché deliberata distorcendo il quadro normativo precedentemente previsto per l’incubatore di impresa presso il Papardo. Consideriamo infatti molto grave che l’università non si sia mai cimentata in studi seri sull’impatto ambientale e sociale del Ponte ed abbia altresì deciso di concedere un plesso ad un Privato che non ha le caratteristiche idonee per occuparlo. Proprio nello stesso periodo storico in cui occorrerebbe riflettere ed agire sulla questione del rischio sismico e del dissesto idrogeologico presenti – drammaticamente – nel nostro territorio.

In conclusione, ribadiamo la richiesta di un dibattito pubblico aperto a tutta la cittadinanza, durante il quale le figure istituzionali che rappresentano questo Ateneo espongano a chiare lettere la loro posizione rispetto alle proposte da noi avanzate.

Qualora queste richieste venissero accolte, saremmo disposti a rimodulare, di concerto con le istituzioni accademiche, i tempi e le modalità della nostra presenza – che è aperta al contributo di ogni studente – all’interno dei locali del Rettorato (qualunque essi siano). Laddove, invece, venissero disattese siamo indisponibili a sgomberare l’aula ex chimica, come da molti giorni ci viene richiesto.

Il seminario del dott. Camarata, interrotto bruscamente nel corso della scorsa sera, e la proiezione del film “La pecora nera” si terranno nell’aula ex chimica oggi, giovedi’ 24 marzo.