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24 gennaio 11.22 Privatizzazione ospedale Mistretta, la posizione della Uil

Dura presa di posizione della Uil di Messina rispetto alla gestione ed alla riorganizzazione dell’Ospedale di Mistretta.

“La Segreteria Aziendale del P.O. di Mistretta e la Segreteria Provinciale della UIL FPL di Messina -si legge in un comunicato- respingono al mittente le accuse rivolte durante una trasmissione televisiva al segretario aziendale della UIL FPL Angelo Cuva. Senza ombra di dubbio la forte ed incisiva azione sindacale posta in essere dalla UIL FPL per difendere i lavoratori e i servizi dell’Ospedale di Mistretta ha sparigliato le carte ad alcuni personaggi del luogo, che chissà per quali interessi sponsorizzano in maniera marcata la privatizzazione dell’ospedale.
La UIL ha sparigliato le carte anche attraverso la denunzia fatta dal R.LS.. Angelo Cuva che ha impedito l’assegnazione alla Maugeri dei locali dell’ala nuova della
Lungodegenza.al fine di costringere l’ASP di Messina a rendere idonei per gli utenti i
fatiscenti locali della Medicina, le cui carenze strutturali più volte erano state segnalate dal segretario aziendale della UIL.
La UIL FPL non è contro le privatizzazioni però chiede che una volta per tutte vengano scoperte le carte del gioco. La UIL intende conoscere il rapporto costo-benefici derivante dalla Convenzione stipulata tra l’ASP di Messina con la Fondazione Maugeri per la gestione della Riabilitazione.
Purtroppo i report finanziari più volte richiesti all’ASP non ci sono stati mai consegnati. La UIL, intende inoltre conoscere dall’ASP quali altri servizi dell’Ospedale di Mistretta ha deciso di privatizzare, con quale rapporto finanziario, con quale personale e con quale rapporto di lavoro.
Infine sulla specifica accusa che a causa del veto della UIL l’ospedale di Mistretta ha
perso l’allocazione per conto dell’IRCCS Neurolesi di Messina dell’ U.O. SUAP, diciamo soltanto che è frutto solamente di pura e contorta fantasia, in quanto le organizzazioni sindacali non hanno alcuna forza giuridica per porre veti sulla programmazione sanitaria, ma possono intervenire per fare rispettare le leggi e i contratti.
In questa vicenda chi ha lanciato le accuse sicuramente sconosce che l’IRCCS Neurolesi di Messina ha attraversato una profonda crisi, tant’è che solo da alcuni mesi è stato superato il commissariamento e che a tutt’oggi l’assessorato alla Salute non ha ancora esaminato l’Atto aziendale e la dotazione organica. Senza tali importanti strumenti di programmazione e di gestione sanitaria come poteva l’IRCCS allocare nuovi Servizi sanitari in atre Strutture? Ed inoltre i locali che erano stati individuati dall’IRCCS non erano stati ritenuti idonei dall’Ufficio Tecnico dell’AUSL e che per l’adeguamento strutturale erano stato ipotizzati ingenti costi che l’AUSL ritenne di non poter sostenere”.