Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

23 luglio 13.32 Antiquarium, interrogazione di Nicola Cucinotta (PD)

Dopo le sollecitazione del presidente del Consiglio Comunale Pippo Previti, arriva l’interrogazione del consigliere Nicola Cucinotta del PD.

Nel testo inviato al sindaco Buzzanca, Cucinotta sottolinea che “il patrimonio artistico, culturale, monumentale nell’area interna di palazzo Zanca oggi è un’offesa alla città di Messina. Il 26 giugno la Giunta Municipale, reiteratamente sollecitata, ha rinnovato il protocollo d’intesa per l’Antiquarium sito all’interno di palazzo Zanca, con il quale con il supporto del Comune e l’Alta sorveglianza della Soprintendenza, era stata avviata nel 2005 la costituzione della struttura conservativa.

L’obbiettivo miseramente fallito -prosegue Cucinotta- era infatti quello di organizzare un percorso culturale unico ed ampio al centro della città, da offrire a turisti e non, permettendo al contempo la fruizione e la coscienza del patrimonio artistico monumentale di Messina. L’esplorazione archeologica nell’area interna di Palazzo Zanca fu avviata nel 1986 ed ha evidenziato dati scientifici concernenti i periodi che vanno dal romano-imperiale al tardo-antico, al medievale, al moderno. Nel 1998 la presenza di tale patrimonio archeologico di grande pregio, indusse l’Amministrazione comunale a definire il progetto d’allestimento dello spazio interno del palazzo municipale. La valorizzazione dell’area archeologica era stata appaltata nel 1999 per un importo complessivo di 313 milioni di lire. Oggi l’area, patrimonio artistico, culturale e monumentale si presenta in condizioni pietose.  Divenuta da tempo una piccola discarica a cielo aperto sotto gli occhi di cittadini distratti e turisti increduli. Il sindaco Buzzanca, piuttosto che firmare un solo protocollo d’intesa con la Sovrintendenza per restituire decoro a largo San Giacomo avrebbe dovuto accorgersi in che condizioni versa l’Antiquarium di“CASA SUA” ed inserire anche quest’area nell’accordo.

Quello che più amareggia e sconforta è che più passa il tempo e più ci si rende conto che oltre ad un forte disinteresse si associa anche unincapacità di gestire anche le semplici cose che fanno capo a questo sconquassato Ente. Pensiamo ad esempio al taglio dell’erba in un’area interna al Palazzo, un’operazione che non dovrebbe presentare particolari complessità e che invece per l’inutile Comune di Messina, diventa impossibile. Un “crimine” nei confronti di un altro gioiello archeologico incompreso e trascurato da un’Amministrazione sorda e assente, tra l’altro perpetrato per troppo tempo.

Dovrebbero arrossire nel guardare le condizioni in cui viene lasciata l’area archeologica di grande pregio interna a palazzo Zanca, una piccola foresta nella quale proliferano erbacce ed insetti, con buona pace della dignità che il luogo invece meriterebbe. Gli scavi sommersi dalle erbacce non sono identificabili. I turisti che ogni giorno visitano i reperti archeologici restano sconcertati dall’incuria e immortalano il degrado di uno di quei luoghi che non rappresentano certo il miglior biglietto da visita che la città possa offrire ai suoi visitatori, a causa delle condizioni degli scavi.

Tra i compiti di chi è chiamato a governare una comunità, a mio modesto parere, c’è anche il dovere di ricordare la storia, la cultura, i valori collettivi nei quali la società si riconosce, ma ci sarebbe anche il dovere, meno aulico, ma non per questo meno importante, di mantenere il decoro del “nostro” patrimonio culturale, perché altrimenti il “ricordo” diventa – come in questo caso – un’offesa”.

A Buzzanca Cucinotta chiede di sapere “se intende prontamente esperire ogni attività burocratica necessaria per porre in essere interventi urgenti necessari a restituire dignità all’area archeologica di pregio sita nell’area interna di palazzo Zanca, che rappresenta, ahimè, una testimonianza della storia cittadina, oggi “sommersa” dall’ inerzia e dalla petulanza della classe politica e dirigente messinese”.