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23 febbraio 12.34 Direttivo metalmeccanici Uil con il segretario nazionale Toigo

Si è discusso di ammortizzatori sociali, ma anche di riforme e di politiche del lavoro questa mattina durante il direttivo provinciale della UILM, la categoria della UIL che tutela i lavoratori metalmeccanici, tenutosi presso la sala conferenze della Camera Sindacale Provinciale UIL, a Contesse. Un direttivo cui hanno preso parte, oltre al segretario provinciale Pasqualino Rizzo, il segretario generale della UIL di Messina, Costantino Amato e il segretario nazionale della UILM, Roberto Toigo, la cui presenza ha voluto testimoniare l’attenzione del sindacato verso tutti i territori e in particolare per quelli più fragili, come il nostro.

“Come sindacato – ha dichiarato Toigo – non possiamo non esprimere tutta la nostra preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Paese. Una delicatissima fase che sta avendo pesantissime ripercussioni sul settore metalmeccanico, con migliaia di lavoratori che hanno perso il posto o che rischiano di perderlo. E’ per questo che la UILM ha organizzato una serie di incontri sul territorio che si concluderanno nella seconda Assemblea Nazionale di tutti i Territori del 12 e 13 marzo. Un momento di forte partecipazione per provare a guardare insieme “Oltre la crisi”, che poi è lo slogan della manifestazione.”

“In questo momento così particolare – spiega infatti Toigo – è necessario che il sindacato si interroghi e cerchi delle soluzioni per far sì che il lavoro torni al centro del dibattito politico. Il primo e fondamentale obiettivo, tanto della politica quanto del sindacato, deve essere quello di mantenere e soprattutto creare nuova occupazione, salvaguardando l’esistente e cercando di attrarre nuovi investimenti, anche se ciò significa attuare scelte impopolari. Non ci si può più adagiare su ammortizzatori sociali che, per altro vanno esaurendosi, non ci si può più trincerare su un modello di sindacato che, cavalcando il malessere del Paese, fa dello sciopero il suo fine ultimo. Scioperare oggi significa solo esprimere un disagio, che per altro è sotto gli occhi di tutti, ma di certo non risolve i problemi. Alzare le barricate non serve a nulla. Ecco perché dobbiamo essere propositivi e non perdere le opportunità che ci si presentano. Lo abbiamo fatto con gli accordi FIAT, lo faremo ancora, qualora ci fosse richiesto. E lo faremo autonomamente e con decisione. La stessa decisione con cui a questo governo, ben lungi dall’essere il governo coraggiosi che avremmo voluto, chiediamo riforme concrete.”

“Non si può infatti pensare – conclude il segretario nazionale della UILM – che l’eliminazione dell’articolo 18 sia la panacea di tutti i mali del mercato del lavoro, così come non si può pensare di fare cassa bloccando i pensionamenti e lasciando fuori dal circuito economico la fascia dei trentenni, disoccupati, che poi è il vero motore dell’economia e quindi della crescita. Ma, soprattutto non si può pensare di salvare il Paese facendo pagare il prezzo sempre alle fasce più deboli.”

Fasce maggiormente presenti in un territorio come il nostro, dove le aziende che sono rimaste hanno serie difficoltà nel restare a galla. “A Messina – ha spiegato il segretario Provinciale della UILM Pasqualino Rizzo – le aziende che rimaste sul mercato hanno oggi grossissime difficoltà sia in termini di commesse, sia in termini di liquidità, per la chiusura delle banche. Oggi come oggi l’unico strumento per tenere il lavoratore agganciato all’azienda e la Cassa Integrazione, ma ciò ha un senso solo nella misura in cui all’azienda viene fornita la possibilità di restare sul mercato, altrimenti è solo il prolungamento di una agonia. Non solo. La modifica del sistema pensionistico ha messo in discussione  la bontà di accordi, altrimenti più che vantaggiosi per i lavoratori, che ci avevano permesso, in aziende in difficoltà, di avviare  percorsi di Cassa Integrazione, Mobilità e pensionamento, con grande giovamento tanto dei lavoratori quanto delle aziende. Cambiare le regole mentre si è ancora seduti al tavolo è da criminali e da incoscienti, se si pensa alle gravi ripercussioni sociali che ciò avrebbe su un tessuto delicato come il nostro.”

Sugli ammortizzatori sociali è intervenuto anche il segretario generale della UIL di Messina, Costantino Amato. “Ripensare agli ammortizzatori sociali non può prescindere da due fondamentali direttrici: un adeguato sostegno economico ed un rapido reinserimento nel mondo del lavoro. Un sistema che permetta di ampliare il grado di copertura degli strumenti oggi a disposizione, riducendone le attuali disparità di trattamento ed accesso attraverso una razionalizzazione degli interventi ed una opportuna ricalibratura. Accanto a politiche di riforma del sostegno al reddito – prosegue Amato – vanno però contestualmente sviluppate politiche attive che favoriscano l’occupabilità e sviluppino le opportunità. In questa ottica una ipotesi di riforma degli ammortizzatori sociali non può non essere accompagnata da un ripensamento del nostro sistema di formazione che riposizioni i propri obiettivi sulle “reali” esigenze dei lavoratori e delle imprese attraverso interventi di “formazione continua e personalizzata” collocati all’interno di una visione dinamica del mercato del lavoro.”