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22 settembre 19.32 Sanità, Cgil e Uil: a rischio assistenza e fondi per il Piemonte

Concluso il ciclo di assemblee organizzate da FPCGILe UIL FPL  nelle aziende sanitarie  per organizzare la mobilitazione del 28 settembre contro la spending review del governo Monti .

Nel corso dell’assemblea gli operatori sanitari e i medici hanno espresso viva preoccupazione per gli ulteriori tagli in sanità  a rischio i livelli minimi di assistenza. Si riduce  il finanziamento al servizio sanitario nazionale  per il 2012 di 900 milioni, per il 2013 di 1,8 miliardi, per il 2014  di 2 miliardi e di 2,1 miliardi a decorrere dal 2015. “Una mannaia -dichiarano i segretari generali delle funzioni pubbliche di CGIL e UIL Clara Crocè e Giuseppe Calapai- a ciò si aggiunge l’ulteriore taglio ai posti letto. Infatti il 31 dicembre del 2012 è il termine fissato entro il quale  si dovranno ridurre i posti letto in base al nuovo standard di 3,7 posti per mille abitanti (rispetto all’attuale 4 per mille).

Si indebolisce il sistema sanitario per fare largo ai privati e lo fanno riducendo i servizi e tagliando il personale. Sono previsti percorsi di mobilità, con spostamenti di personale da parte della Regione in aziende sanitarie al di fuori dell’ambito provinciale. Prima mobilità, poi cassa integrazione ed infine licenziamenti.

Ma prima di questo ci saranno il blocco dei rinnovi contrattuali, i tagli al salario accessorio ed il blocco del turn-over. Si colpiscono ancora una volta medici,  operatori  e i precari della sanità   che quotidianamente garantiscono l’assistenza ai cittadini in condizioni gravose.

Il diritto alla salute non può essere garantito in termini ragionieristici. Una situazione resa ancora più drammatica dalla crescente carenza di risorse, più evidente nella nostra Regione, che è  sottoposta al Piano di Rientro dove, a causa dei tagli, ha ridotto  drasticamente i servizi in modo arbitrario senza toccare però interessi precostituiti (le cosiddette baronie degli enti privati) -aggiungono Crocè e Calapai-  non può reggere un sistema in cui il manager è confermato se riduce le spese e/o, in alcuni casi, se ha risposto alle richieste improprie della politica partitica, dagli appalti alle nomine professionali, nella gestione aziendale. Carriere, chiusura ed aperture di servizi, esternalizzazioni, consulenze ed incarichi, non possono più essere decisi  da manager nominati dai partiti”.

Ma Crocè e Calapi lanciano l’allarme anche per l’ospedale Piemonte. Sono state cancellate le risorse per un piano nazionale di aggiornamento strutturale e tecnologico degli ospedali di medie e grandi dimensioni, costruiti secondo vecchi modelli non più funzionali. Non vorremmo -concludono Crocè e Calapai- che fossero azzerati i finanziamenti per la ristrutturazione  dell’importante Presidio.

Nei prossimi giorni FP CGIL e UILFPL organizzeranno volantinaggio presso i presidi ospedalieri per sensibilizzare i cittadini e gli operatori allo sciopero.