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22 gennaio 15.36 Ars, il M5S deposita un’interrogazione sugli obblighi di legge circa il pericolo amianto

Palermo. La parola amianto è ormai inserita da decenni nel libro nero della cultura ambientale e sanitaria della Comunità Europea, e conseguentemente dell’Italia.

Ciò che nessuno conosce è lo stato dell’arte in materia normativa della Regione Siciliana, nessuno è a conoscenza delle centinaia di siciliani afflitti da patologie collegate all’amianto (asbestosi, placche pleuriche, mesotelioma) e nessuno sa che, in Sicilia, oltre 70 cittadini muoiono ogni anno di mesotelioma pleurico. La nostra regione risulta la prima, nel Meridione, per numero di morti dovuti all’esposizione all’amianto.

In Italia dal 1992 l’amianto è stato dichiarato fuori legge, e a partire dal 1993 ne sono state vietate l’importazione, l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione. Dal 1° gennaio 2005, inoltre, la Direttiva 1999/77/CEE ne ha proibito anche l’utilizzo sull’intero territorio dell’Unione Europea.

In Sicilia, nonostante il quadro degli obblighi di legge sia sempre stato assolutamente chiaro, tutta la legislazione di settore

in materia di prevenzione del rischio-amianto risulta completamente disapplicata, sicché ad oggi la Regione Siciliana non ha censito le situazioni di rischio, non ha programmi di sorveglianza dei cittadini e dei lavoratori esposti, è priva di programmi di formazione degli operatori pubblici e privati impegnati nel settore, non informa i cittadini interessati e non ha infine il piano di smaltimento dei rifiuti di amianto espressamente previsto dalla legge.

Per questi motivi il MoVimento 5 Stelle Sicilia prende posizione forte e decisa, depositando all’ARS un’interrogazione parlamentare (prima firmataria la portavoce messinese Valentina Zafarana), chiedendo “[…]se e in che modo si intenda intervenire con urgenza, ciascuno per le rispettive competenze, al fine di rimuovere le incrostazioni che in 15 anni hanno consolidato il quadro devastante sopra descritto e contestualmente, in che modo si intenda recepire e applicare la normativa […] in Sicilia e verificare contestualmente eventuali responsabilità collegate ad omissioni dell’apparato burocratico regionale”.