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22 agosto 11.34 ATM, il Movimento5Stelle di Messina boccia il Piano di mobilità

Il Movimento5Stelle di Messina boccia il Piano di mobilità presentato dall’assessore Capone. NUmerose le criticità e le incongruenze presenti nel documento ed evidenziate dai grillini messinesi.   

“Il piano della mobilità del “futuro” per la città di Messina presentato il 20 agosto scorso dall’assessore Capone -dichiarano i portavoce del Movimento5Stelle Messina- risulta un’enorme scatola vuota priva di qualsiasi interesse e contenuto. Deve essere chiaro infatti che la nuova SPA o “newco” non ha nulla di diverso nella gestione della vecchia ATM, se non un differente nome da coniare per sfuggire ai creditori ed allo stato, che con l’imposizione della regolarità contributiva (DURC), ovviamente negativa, priva la vecchia ATM ad operare sul mercato e quindi la destina alla liquidazione. 

Dal punto di vista morale riteniamo sia assurdo ridare la responsabilità di un’azienda allo stesso gruppo di politici e dirigenti che ne hanno decretato il fallimento, con circa 50 milioni di euro da pagare a carico della collettività, con una gestione fallimentare nel servizio. Cosa c’è di diverso fra ciò a cui stiamo assistendo, e la moltitudine di aziende che aprono, si indebitano, falliscono, per poi risorgere sotto altro nome, sotto l’abile regia del maneggione di turno?

Con l’aggravante che i debiti del maneggione, questa volta, li paga la collettività. Se siamo all’ultimo posto nella classifica italiana del trasporto pubblico urbano, e nel rapporto con i lavoratori perennemente in agitazione per i cronici ritardi degli stipendi, le responsabilità dovranno essere di qualcuno, o no? Dal punto di vista tecnico poi, il progetto di Innovabic risulta banale ed assolutamente criticabile: si auspica infatti la creazioni di nuovi parcheggi, altro cemento, il raddoppio delle corsie degli svincoli e nuove piste ciclabili (senza spiegare dove e come). Risulta assente una progettualità tesa a depressurizzare le aree del tessuto economico e sociale della città, ed ad una pedonalizzazione integrata ed estesa e capace di dare un respiro nuovo e moderno alla città ed alla sua vocazione turistica. Prova ne sia la parolina magica, “eventuale”, riferita alla gestione ed utilizzo di servizi quali Bike-Sharing e Car-Sharing, che invece, insieme a tutti quegli strumenti innovativi conosciuti nel resto del mondo, dovrebbero essere i punti fondamentali di una “moderna” mobilità urbana, a partire dall’informazione e  sensibilizzazione dei cittadini in merito.

In conclusione, appare del tutto evidente come questo nuovo piano ponga le proprie basi su una gestione che nulla di diverso ha rispetto al passato. Non servono SPA, consigli di amministrazione, amministratori delegati super-pagati, società private o miste o amenità del genere per far funzionare il sistema dei trasporti. Qualsiasi strumento, anche il più virtuoso, se gestito come siamo stati abituati dalla politica messinese, diventa uno dei classici strumenti per creare clientele e sperpero di denaro pubblico. Ciò che serve è un’amministrazione pubblica formata da dirigenti che sappiano far funzionare le cose e che siano sotto il diretto controllo della politica e servono amministratori eletti dai cittadini che si prendano la responsabilità politica delle proprie azioni e che vadano a casa se le cose non funzionano. Ci domandiamo chi dei politici che hanno portato a questo sfacelo (che pagano come sempre i lavoratori e le loro famiglie) si sia preso questo tipo di responsabilità. La risposta è sotto gli occhi di tutti: nessuno”.