Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

21 maggio 11.05 Sabato intitolazione della stazione dei Carabinieri di Ganzirri a Giovanni Cavallaro

Sabato 26 maggio, alle ore 9.45, nel corso di una cerimonia che si terrà a Ganzirri, alla presenza di autorità civili e militari, la sede del Comando della stazione dei carabinieri verrà intitolata al sottotenente, Giovanni Cavallaro, Croce d’Onore alla memoria”, vittima della strage di Nassiriya del 12 novembre 2003. Alla cerimonia promossa dal sindaco, on. Giuseppe Buzzanca, e dal comandante provinciale dei carabinieri, col. Claudio Domizi, parteciperanno i labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma ed i gonfaloni del Comune e della Provincia di Messina. In Iraq, nove anni fa dodici carabinieri e cinque soldati dell’esercito vi persero la vita; sei delle vittime erano di origine siciliana e due di Messina; il maresciallo Alfio Ragazzi, cui nel marzo del 2006 è stata intitolata la rotonda di Tremestieri e Giovanni Cavallaro, cui verrà intitolata la caserma di Ganzirri, con la scopertura di una targa commemorativa. Cavallaro, 47 anni, era nato in provincia di Messina, residente a Nizza Monferrato, era in servizio al comando provinciale di Asti. Era noto con il soprannome di ‘Serpico’ ed era già stato impegnato in altre missioni in Kossovo e in Macedonia. Era da tre mesi in Iraq e stava per rientrare a casa. La menzione della Croce d’Onore alla memoria ricorda che il S. Ten. Cavallaro “Comandante del plotone infoinvestigativo dell’unità di manovra del Reggimento M.S.U. impiegato in missione a sostegno della martoriata popolazione irachena nell’ambito dell’operazione “antica Babilonia”, coraggiosamente consapevole dei gravi rischi ai quali si esponeva, si prodigava per assolvere il proprio delicato incarico con fermezza di intenti, senso del dovere ed altissimo spirito di sacrificio. Il 12 novembre 2003, a seguito di improvviso attacco ad una installazione del contingente nazionale, veniva mortalmente investito dal devastante scoppio di un’ingente quantità di esplosivo, provocato proditoriamente da cellula terroristica suicida, sacrificando così la propria vita ai più sacri valori dell’amor di patria e dell’onore militare. Chiarissimo esempio di eletta abnegazione ed incondizionata dedizione al dovere”.