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21 febbraio 07.30 Il Movimento 5 Stelle: “Il pizzo di Monti alla carta stampata”

Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro un provvedimento del Governo Monti nel settore dell’editoria. “Tra le varie vergogne del Governo Monti -scrivono i portavoce del movimento- è passata del tutto inosservata una piccola proroga contenuta in un comma della Legge 6 novembre 2012, n. 190, chiamata giustamente Legge “anticorruzione” nel solco di una tradizione tutta italica che nomina il fatto con il suo opposto, pubblicata sulla G.U. n. 265 del 13 novembre 2012 ed entrata in vigore il 28 novembre scorso.

In base a questa norma resta prorogato “sine die” l’obbligo di pubblicità dei bandi di gara dei Comuni e delle Regioni su due quotidiani di tiratura nazionale e due locali.

Già nel 2009, l’articolo 32 della legge 18/6/2009 n. 69 interveniva sulla materia con una norma al fine di “promuovere il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea”.

In particolare si prevedeva che dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si devono intendere assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati, e che, in aggiunta alle ordinarie modalità di pubblicità, le amministrazioni debbano pubblicare bandi e avvisi nei siti informatici, secondo modalità stabilite con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di propria competenza.

Il comma 5 dell’articolo 32 stabiliva infine che “dal 1° gennaio 2013 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio”.

Orbene questa norma è stata vanificata con un vero e proprio “golpe” dalla lobby dei giornale e dei giornalisti dalla legge su citata del 28 novembre 2012, che risulta pertanto nient’altro che un “pizzo”, una tangente, che il nostro sistema garantisce ai giornali nazionali.

Sanno tutti infatti che le Imprese interessate agli appalti seguono gli stessi dai siti ufficiali e non, che, senza costi per gli Enti appaltanti garantiscono trasparenza ed informazione via internet.

Quel che non tutti sanno è però la dimensione di questo esborso per gli Enti Pubblici, una cifra enorme, totalmente inutile che speriamo quantomeno dalla Regione Siciliana sia abrogata al più presto.

Ogni singolo bando (anche quelli di 100.000,00 euro) infatti costa circa 11.000,00 euro di pubblicità a favore dei giornali, per cui considerando solo in Sicilia una stima di 2000 bandi all’anno per Provincia , si parla di circa 22 milioni di Euro a Provincia e di circa 200 milioni di euro all’anno per la Regione Sicilia.

In un clima di “Spending Review” che è costato agli Italiani lacrime e sangue, perché rinunciare ad un risparmio stimato come minimo a 200 milioni di euro (solo in Sicilia) a vantaggio di un mezzo cartaceo, ecologicamente dannoso, e tecnologicamente superato come la carta stampata? La risposta è facile, si deve tutelare l’ennesima casta e/o l’ennesimo gruppo di potere che come abbiamo visto in campagna elettorale è ben lieta di ricambiare il favore?”.