20 ottobre 16.15 ATM, Foti (Cgil): “Si rischi di svendere la parte sana dell’azienda”

“Improvvisazione e pressappochismo oltre all’pericolo di svendere la parte remunerativa dell’azienda”

Pino Foti, segretario generale della Filt Messina – la categoria della Cgil che segue il settopre trasporti-. interviene a proprosito della vicenda ATM con una sua nota nella quale boccia la delibera e sollecita soluzioni che cosentano anche a Messina di avere una “normale” azienda di trasporto pubblico.  

“Di solito si cerca di trarre insegnamento dagli errori del passato e si cerca di comprendere dove si è sbagliato per non ricadere nello stesso errore, ma Buzzanca è tipo ostinato.
Per risolvere la questione ATM, della quale non ha tutta la responsabilità ma solo una buona parte, ripropone in una Delibera di giunta una serie di passaggi per sommi capi rilanciando di fatto la palla al consiglio comunale.
Un atto di indirizzo in cui da un lato vengono prescritti perentoriamente i tempi entro i quali costituire la new co e liquidare l’azienda, e dall’altro si indica genericamente quale dovrebbe essere la natura giuridica del nuovo soggetto, prevedendo allo stesso modo, ed in evidente contrasto, l’assorbimento di tutti i dipendenti e l’esternalizzazione dei servizi.
In sintesi Buzzanca si limita ad offrire al Consiglio Comunale solo una cornice di intenzioni, in cui può stare tutto ed anche il contrario, affidando al pubblico consesso, senza uno straccio di studiato progetto fatto da esperti, il preciso compito di definire i particolari, e riaprendo così la strada ad un estenuante valzer si sterili supposizioni, le stesse purtroppo che sono state alla base del necessario ritiro della delibera precedente.
La situazione dell’ATM è grave e presuppone certamente un intervento urgente, ma non si può pretendere che a risolverla, visti i precedenti e la oggettiva im-preparazione in materia, siano i rimedi approssimativi che passano per la mente di Buzzanca, di Capone e di qualche consigliere, perché così continueremmo a perdere tempo ed a dilungarci in una polemica senza fine.
I numeri, si dice, hanno la testa dura e se non si vuole riproporre una ATM che porti a breve alle stesse condizioni di quella odierna, vanno individuati progetti precisi che contemplino ambiti, previsioni, risorse, tempi ed obiettivi.
I limiti fondamentali dell’ATM sono certamente l’esiguità dei servizi offerti
e la frequenza e la puntualità dei transiti, ma il solo aumento dei mezzi in circolazione non sarebbe sufficiente a ripianare l’oggettivo deficit dei costi del trasporto pubblico che come in ogni altra città per essere assorbiti necessitano invece di una serie di servizi aggiunti all’utenza e di un sistema integrato della mobilità che disincentivi l’uso in centro dell’auto privata e crei convenienti condizioni con parcheggi di interscambio e combinazioni.
Molto di più insomma di quanto contenuto in quella delibera e soprattutto tutto l’opposto delle improvvide e non necessarie esternalizzazioni che nella stessa vengono con sconvolgente semplicità proposte.
Il problema dell’ATM sta all’interno dei problemi del traffico, della riappropriazione degli spazi e della vivibilità di questa città.
Limitarsi a pensare che l’ATM sia solamente un problema aziendale ed occupazionale per il quale basta individuare i soli servizi di trasporto ed il personale strettamente necessario, regalando ai privati il resto delle attività con il solo vincolo di accollarsi alle condizioni che preferiscono una parte dei lavoratori in esubero, ci appare perlomeno riduttivo e non utile.
Se si concorda che per salvaguardare le casse comunali e non appesantire di tasse i messinesi è fondamentale trovare soluzioni affinché  il deficit del costo del trasporto pubblico ed i debiti prodotti dell’ATM venga ripagato il più possibile dalla vasta gamma dei servizi offerti, non si può al tempo stesso pensare di svendere sottocosto, così come è logico che avvenga durante uno stato di crisi ed una liquidazione,  proprio quelle attività che consentono i maggiori guadagni, perché ciò farebbe perdere grandi risorse alla collettività. 
Si esca dall’ambiguità, almeno stavolta. In gioco c’è molto più del futuro dell’ATM e la questione va affrontata d’urgenza con passaggi a tappe forzate e senza improvvisazioni.
Il Comune di Messina anziché il valzer di consulenti che ha finora consentito all’ATM, si doti delle competenze specifiche e necessarie ed illustri veramente ai lavoratori, al sindacato ed alla città cosa vuole fare.
Non c’è nessun motivo per il quale Messina non possa avere, al pari delle altre città, una normale ed efficiente azienda di trasporto pubblico e non c’è nessun motivo per il quale i lavoratori dell’ATM debbano da anni ricevere lo stipendio in arretrato di almeno due mensilità. 

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