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2 marzo 10.29 Messa in sicurezza del territorio, nota della Cgil

Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, che all’indomani della tragica alluvione del 1° ottobre del 2009 aveva avviato tutta una serie di iniziative culminate con la manifestazione nazionale della Cgil che si svolse proprio a Messina e alla quale prese parte l’allora segretario generale Guglielmo Epifani per sollecitare l’impegno del Governo e dei parlamentari locali sulla messa in sicurezza del territorio, interviene sulla vicenda all’indomani del nuovo caso che ha messo in luce tutti i rischi che ad ogni acquazzone corre il nostro territorio. Mentre il Governo continua a sottovalutare o a ignorare la questione.

“Ad ogni acquazzone un pezzo della nostra provincia viene giù. Quattro ore di pioggia intensa hanno provocato numerose frane e riversato una quantità immensa di acqua e fango, mettendo in ginocchio molti quartieri e villaggi del capoluogo, bloccando entrambe le autostrade, causando danni ingentissimi: case, fabbricati industriali, mezzi di trasporto e attrezzature.

Solo per mera fortuna, questa volta, non contiamo vittime. Ma un ferito, tanto spavento e danni milionari non sono, però, poca cosa.

Ancora una volta ci chiediamo cosa abbiano fatto e cosa stiano facendo gli amministratori, i parlamentari, la classe politica di questa provincia, per ottenere le risorse necessaria a garantire la nostra incolumità e mettere al riparo le nostre case. La CGIL chiede da tempo

gli interventi indispensabili per la messa in sicurezza del territorio, le risorse per la necessaria manutenzione di torrenti , versanti collinari, reti viarie, le opportune prescrizioni per impedire l’ulteriore saccheggio delle colline ed il continuo irresponsabile consumo di suolo.

Ma la politica resta sorda, o peggio.

Solo sabato scorso gli abitanti dei villaggi di Messina e dei comuni della zona ionica colpiti dall’alluvione del 1 ottobre 2009 manifestavano per denunciare i mancati stanziamenti del Governo nazionale per il nostro territorio. Se va riconosciuto, oggettivamente, che la Regione Sicilia ha stanziato risorse importanti e come soggetto attuatore ha rapidamente avviato, con la Protezione civile regionale e il Genio Civile, i cantieri di messa in sicurezza, dal Governo nazionale non sono arrivati i fondi che erano stati promessi a poche ore dalla tragedia.
La beffa è che sono stati bocciati dalla maggioranza, anche con il voto dei parlamentari messinesi – tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per stanziare le risorse per Giampilieri, Briga, Altolia, Molino, Scaletta e Itala. Insulto ancora più grande, nel Decreto Mille proroghe, convertito in legge proprio sabato scorso, si stanziano 200 milioni di euro in due anni per aree colpite da eventi alluvionali e a Messina verranno solo 10 milioni: 5 nel 2011 e 5 nel 2012.

E il nostro territorio, ad ogni acquazzone continua a venir giù”.