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2 maggio 19.37 Ponte, i sindacati: “Sulla formazione si decide a Roma”

“La realizzazione del ponte, qualora ci fosse la reale volontà di realizzarlo, dovrebbe produrre il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, istituzionali, politici e associativi. Invece, una coltre di silenzio avvolge le scelte e le azioni conseguenti. Una coltre che ogni tanto viene squarciata da notizie che lasciano perplessi e preoccupati”.

Le Federazioni degli Edili di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, per voce dei loro segretari provinciali, Giuseppe De Vardo, Giuseppe Famiano e Biagio Oriti, esprimono sorpresa e preoccupazione sul silenzio che si sta registrando in merito alla formazione delle maestranze per la costruzione del Ponte e all’incontro che il Sindaco e il Rettore avranno a Roma giovedì prossimo. 

“Messina – attaccano i tre segretari di Feneal, Filca e Fillea – è la città degli annunci e delle scelte assunte nelle stanze romane. Piccole scelte e roboanti annunci”. 

I sindacati del settore delle costruzioni domandano se è pensabile che una infrastruttura come il più lungo ponte al mondo possa e debba produrre per il nostro territorio soltanto sei stage per altrettanti laureati. “Con solo questo la comunità intellettuale e popolana si

potrà sentire appagata? E’ possibile discutere di formazione professionale per circa 4500 maestranze senza il coinvolgimento di tutti gli attori interessati  e capaci di offrire un contributo?

Feneal, Filca e Fillea temono che un’opportunità, come quella di procedere alla formazione e specializzazione delle maestranze per il ponte e possa permettere agli operai messinesi di essere direttamente coinvolti nei lavori del ponte e non solo, si voglia e si possa trasformare solo in un business per qualcuno .

I sindacati ribadiscono l’offerta della possibilità di poter intervenire sui percorsi formativi, gratuitamente, attraverso lo specifico ente bilaterale del settore edile dedicato proprio alla formazione di giovani e operai. 

“Se veramente si vogliono fare gli interessi per i messinesi – concludono  Oriti, Famiano e De Vardo – si lavori per portare alla luce del sole tutte le opportunità realizzabili e si esca finalmente fuori con autorevolezza per evitare di farci ancora una volta trattare da miserabili o, peggio, come territorio di opportunità per gli altri. Come già accaduto finora con le cospicue somme spese in attività di studio e di progettazione che, naturalmente, non hanno coinvolto questa città”.